Capo di stato: François Bozizé
Capo del governo: Faustin Archange Touadéra
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 4,4 milioni
Aspettativa di vita: 46,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 196/163‰
Alfabetizzazione adulti: 48,6%
Decine di migliaia di persone sono rimaste sfollate all'interno del paese, mentre oltre 130.000 erano i profughi ospitati nei paesi vicini a seguito del conflitto armato. Decine di civili sono stati vittime di uccisioni illegali o sono rimasti feriti per mano dei combattenti. Membri delle forze di sicurezza hanno beneficiato dell'impunità per le violazioni dei diritti umani. La Corte penale internazionale (Icc) è riuscita a far progredire il processo a carico di Jean-Pierre Bemba. Persone accusate di stregoneria sono state torturate.
Nonostante il Dialogo politico inclusivo del dicembre 2008 (Dialogue politique inclusif - Dpi), finalizzato a porre fine al conflitto, sono proseguiti i combattimenti nel nord e nell'est del paese. Ci sono stati nuovi sviluppi che hanno visto il coinvolgimento di membri di gruppi etnici rivali in alcuni scontri armati, che hanno determinato decine di morti tra i civili e lo sfollamento di migliaia di persone. Gran parte della violenza all'interno delle comunità ha avuto luogo nel nord-ovest del paese.
Le Unità delle forze di difesa popolari dell'Uganda (Updf), sostenute da membri delle Forze armate centrafricane, hanno condotto operazioni nell'est della Repubblica Centrafricana (Car) contro membri dell'ugandese Esercito di resistenza del Signore (Lra). Le Updf hanno riferito di aver catturato o ucciso diversi comandanti di punta dell'Lra e liberato civili rapiti dai gruppi armati.
A luglio, il governo ha siglato un nuovo accordo di pace a Sirte, in Libia, con il leader del Fronte democratico per il popolo centrafricano, sebbene le ostilità tra le due parti non siano ancora terminate.
I maggiori gruppi armati si sono rifiutati di attuare una raccomandazione del Dpi per disarmare, smobilitare e reintegrare (Ddr) i loro combattenti. Diversi di questi, compreso il Raggruppamento dell'unione delle forze democratiche e l'Alleanza popolare per il ripristino della democrazia (Alliance populaire pour la réstauration de la démocratie - Aprd), hanno preannunciato la loro collaborazione con il programma di Ddr sul disarmo delle milizie etniche e dei gruppi armati ciadiani nel nord della Car.
L'Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, ha annunciato a luglio che aveva contribuito a smobilitare circa 180 minorenni appartenenti all'Aprd, di età compresa tra i 10 e i 17 anni nella provincia di Ouham-Pende. Lo stesso mese, l'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati ha tenuto un seminario sui diritti umani per i membri dell'Aprd, le forze governative e un contingente di peacekeeping regionale.
Sono state intraprese una serie di iniziative in preparazione delle elezioni generali del 2010. A giugno, l'Assemblea nazionale ha approvato un codice elettorale. Ad agosto, il presidente François Bozizé ha emanato un decreto con cui è stata istituita una commissione elettorale indipendente incaricata di preparare, organizzare e supervisionare le elezioni municipali, regionali, legislative e presidenziali.
A marzo, il contingente guidato dall'Unione europea (Eufor), dispiegato in Ciad e nel nord della Car è stato sostituito da una componente militare della Missione delle Nazioni Unite nella Repubblica Centrafricana e nel Ciad (Minurcat). Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha autorizzato la componente militare della Minurcat a gennaio. Circa 2000 unità dell'Eufor erano presenti sul campo al comando della Minurcat per fornire una copertura di peacekeeping mentre paesi africani, e non solo, ne prendevano il posto. Tuttavia, a fine anno il contingente autorizzato della Minurcat di 5225 unità non era stato ancora dispiegato, mentre i paesi europei proseguivano nel ritiro delle loro truppe.
La Missione di consolidamento della pace in Africa centrale (Micopax), sostenuta dalla Comunità economica degli Stati dell'Africa centrale, è rimasta nella Car. La presenza della Minurcat e della Micopax non è stata in grado di proteggere la maggior parte dei civili dai rischi nel nord e nell'est della Car. A decine sono stati uccisi dai soldati governativi e dai combattenti dei gruppi armati. All'incirca 20.000 persone sono fuggite nei vicini Ciad e Camerun, mentre oltre 100.000 sono sfollate all'interno del paese.
Jean-Pierre Bemba, ex vicepresidente della Repubblica Democratica del Congo e leader di un gruppo armato, ha continuato a essere detenuto dall'Icc, in attesa di processo in relazione ai reati che sarebbero stati commessi nella Car dal suo gruppo armato, nel 2002 e 2003. La Camera preproces-suale dell'Icc ha autorizzato il suo rilascio in attesa del processo, a patto di trovare un paese intenzionato a ospitarlo. Ciò ha suscitato le proteste dell'ufficio del procuratore dell'Icc e degli avvocati che rappresentavano le vittime. Tuttavia, nessun paese si è offerto di accoglierlo.
Di conseguenza, la camera d'appello ha disposto che Jean-Pierre Bemba rimanesse in custodia in attesa del processo, il cui inizio era previsto per l'aprile 2010.
Le forze governative e i gruppi armati hanno ucciso e ferito civili nelle regioni del paese interessate dal conflitto armato. La maggior parte perpetrate dai gruppi armati della Car sono state registrate nelle province di Ouham, Ouham-Pende, Vakaga, Nana-Gribizi e Bamingui-Bangoran. La diffusa insicurezza nella regione ha reso molto difficile per le organizzazioni umanitarie e di tutela dei diritti umani stabilire il numero delle persone uccise o ferite. Alcune delle vittime sono state prese di mira perché sospettate di appoggiare i gruppi rivali. Altre sono finite nel mirino per aver criticato le parti coinvolte nel conflitto.
*Stando alle notizie, Soule Garga, presidente della Federazione nazionale centrafricana degli allevatori di bestiame, è stato ucciso ad aprile da membri dell'Aprd, a Paoua.
*Un operatore locale dell'Icrc è stato ucciso a Birao a giugno, stando alle fonti, per mano di membri di un non meglio specificato gruppo armato.
Combattenti dell'Lra hanno ucciso diversi civili e ne hanno rapiti molti altri nell'est della Car. Nel corso dell'anno l'Lra ha ripetutamente attaccato le zone interne e vicine a Obo.
*Ad aprile, l'Lra ha ucciso due dipendenti locali di un'organizzazione umanitaria italiana conosciuta come Cooperazione Internazionale (Coopi). Altri due dipendenti della Coopi sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco nel medesimo episodio.
Le forze governative, in particolare quelle appartenenti alla guardia presidenziale, hanno continuato a commettere gravi violazioni dei diritti umani nell'impunità. Secondo quanto riportato, un alto ufficiale della guardia presidenziale avrebbe negli anni precedenti ucciso e torturato impunemente e compiuto altre violazioni dei diritti umani. Per esempio, stando alle fonti, a marzo, l'ufficiale ha ordinato e preso parte al duro pestaggio ai danni di Daniel Sama, un commissario di polizia, nella capitale Bangui. La vittima, morta poche ore dopo a causa delle ferite, sarebbe stata percossa perché possedeva una pistola, sebbene questa gli fosse stata legalmente assegnata. Sebbene l'episodio abbia avuto ampia risonanza e un ministro di governo abbia annunciato un'inchiesta, non sono note iniziative intraprese in tale senso.
La credenza secondo cui alcune persone possano essere responsabili di infliggere il malocchio su altri, compresa la morte, ha continuato a essere diffusa. Coloro che venivano accusati di stregoneria sono stati frequentemente sottoposti a tortura e altre forme di trattamento crudele, inumano e degradante, o persino uccisi. Funzionari governativi e della sicurezza hanno tralasciato le accuse e i maltrattamenti e non sono intervenuti per proteggere le vittime o per assicurare alla giustizia i responsabili degli abusi.
* A luglio, un funzionario carcerario di Mobaye, provincia di Basse-Kotto, il quale aveva accusato una ragazza di 15 anni di aver esercitato la stregoneria fino a causare le morte di sua moglie, ha ordinato ai detenuti di versare del kerosene sulle sue braccia e di darle fuoco. La ragazza ha riportato gravi ustioni. Era stata arrestata nel dicembre 2008 con l'accusa di aver causato l'annegamento di un ragazzo di 12 anni. All'epoca del suo arresto, un gruppo di persone l'avevano picchiata per costringerla a rivelare i suoi presunti complici, i quali erano stati accusati di essersi tramutati in serpenti, e di aver poi annegato il ragazzo. Secondo quanto riportato, sotto tortura, la ragazza aveva denunciato due dei suoi presunti complici, che sono stati arrestati.
*A settembre, l'Alta corte di Bangui ha ritenuto quattro persone, compresi due bambini di 10 e 13 anni, colpevoli di stregoneria e di essere dei ciarlatani. Uno degli adulti sotto processo ha negato le accuse avanzate dalla figlia, secondo cui era coinvolto in atti di stregoneria.
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