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Vietnam

Repubblica socialista del Vietnam

Capo di stato: Nguyen Minh Triet
Capo del governo: Nguyen Tan Dung
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 88,1 milioni
Aspettativa di vita: 74,3 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 27/20‰
Alfabetizzazione adulti: 90,3%

  1. Contesto
  2. Libertà di espressione - Dissidenti
  3. Prigionieri politici/Prigionieri di coscienza
  4. Discriminazione di gruppi etnici e religiosi
  5. Pena di morte
  6. Rapporti di Amnesty International

Non si sono allentate le forti restrizioni alla libertà di espressione e di riunione. La repressione del dissenso si è intensificata con nuovi arresti di attivisti politici e dei diritti umani, la maggior parte dei quali avevano criticato la dilagante corruzione e le politiche del governo relative alla Cina. Alcuni blogger sono stati brevemente detenuti. Nella maggior parte dei casi, le preoccupazioni sulla sicurezza nazionale sono state usate come pretesto per arresti e indagini penali. Proteste pacifiche attuate dai cattolici riguardo alla proprietà della terra sono state gestite con un uso eccessivo della forza e arresti parte della polizia. Membri di gruppi di minoranze etniche e religiose sono stati vittime di minacce e vessazioni. L'Assemblea nazionale ha approvato l'abolizione della pena di morte per otto reati, ma sono stati mantenuti 21 reati capitali. Sono state comminate almeno 59 condanne a morte e i media hanno dato notizia di nove esecuzioni. Non sono state rese pubbliche statistiche ufficiali sulla pena capitale.

Contesto

La corruzione ha continuato a rappresentare una problematica cruciale nel dibattito pubblico. Il 30 giugno, il Vietnam ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione. Il governo ha rigettato le principali raccomandazioni derivanti dall'Esame periodico universale. In particolare si è rifiutato di emendare o abrogare le disposizioni in materia di sicurezza nazionale del codice penale del 1999 non allineate con il diritto internazionale; di eliminare altre restrizioni sul dissenso, il dibattito, l'opposizione politica e i diritti alla libertà di espressione e di riunione; e di rilasciare i prigionieri di coscienza. Un numero crescente di rivendicazioni sulla terra ha portato a ottobre all'adozione di un provvedimento per fornire risarcimento, riallocazione e opportunità di lavoro ai residenti sfollati a causa di progetti di sviluppo.

Libertà di espressione - Dissidenti

Sono proseguiti i rigidi controlli sulla libertà di espressione, compresi i mezzi stampa, di trasmissione e Internet. Una nuova ondata di arresti è iniziata a maggio, prendendo di mira avvocati indipendenti, blogger e attivisti filo-democratici che avevano criticato le politiche del governo. Le autorità hanno sostenuto di aver scoperto un complotto "che danneggiava la sicurezza nazionale", in cui erano coinvolte 27 persone. Uno degli arrestati è stato condannato a cinque anni e mezzo di carcere a dicembre e almeno altri quattro alla fine dell'anno si trovavano in detenzione preprocessuale. Essi sono stati accusati ai sensi dell'art. 79 della sezione sulla sicurezza nazionale del codice penale, per aver tentato di rovesciare lo stato, reato che comporta la pena di morte. Erano affiliati al Partito democratico del Vietnam, un gruppo politico in esilio che invoca una democrazia multipartitica. Tutti avevano criticato pubblicamente i controversi accordi commerciali e le politiche di confine con la Cina.

*Le Cong Dinh, un noto avvocato, è stato arrestato il 13 giugno. Il governo ha immediatamente lanciato una campagna propagandistica contro di lui attraverso gli organi d'informazione controllati dallo stato. Ad agosto, la televisione di stato ha interrotto le normali trasmissioni per mandare in onda alcuni video delle sue "confessioni". Egli è stato trattenuto in incommunicado, senza poter accedere alle visite dei familiari o degli avvocati. Il ministro della Giustizia ha revocato la sua licenza, vietandogli di praticare la professione.

Prigionieri politici/Prigionieri di coscienza

Almeno 31 prigionieri politici, tra cui il prigioniero di coscienza padre Nguyen Van Ly, Nguyen Van Dai e Le Thi Cong Nhan, sono rimasti in carcere dopo essere stati condannati al termine di processi iniqui. Tra gli altri figuravano avvocati, sindacalisti, membri di gruppi politici indipendenti e di associazioni per i diritti umani. La maggior parte era stata giudicata colpevole di "aver guidato la propaganda" contraria alla stato, ai sensi dell'art. 88 del codice penale.

A ottobre, nove dissidenti arrestati nel settembre 2008 sono stati processati per aver dispiegato striscioni, distribuito volantini, postato su Internet notizie che criticavano le politiche del governo e per aver invocato la democrazia. Sono stati tutti accusati ai sensi dell'art. 88. Il primo processo si è svolto presso il tribunale del popolo di Ha Noi, dove i poeti Tran Duc Thach e Pham Van Troi sono stati condannati rispettivamente a tre e quattro anni di carcere.

*Vu Hung, un docente di fisica, al processo è stato condannato a tre anni di reclusione. Ha iniziato uno sciopero della fame alla fine del 2008, dopo che agenti della sicurezza lo avevano ripetutamente percosso durante un interrogatorio. Ha iniziato nuovamente uno sciopero della fame al termine del suo processo per protestare contro la sentenza a suo carico e le condizioni di detenzione. Agenti di polizia lo avevano arrestato già durante una manifestazione pacifica nell'aprile 2008, quando fu picchiato prima di essere rilasciato.

Nel secondo processo, sei uomini, tra cui gli scrittori Nguyen Xuan Ngia, di 60 anni, e Nguyen Van Tinh, di 67, sono stati condannati dai tre ai sei anni di carcere.

Tutti i nove imputati hanno inoltre ricevuto fino a quattro anni di libertà vigilata o di arresti domiciliari al momento del rilascio.

Discriminazione di gruppi etnici e religiosi

Agenti della sicurezza hanno continuato ad arrestare, vessare e porre sotto stretta sorveglianza membri di gruppi religiosi ritenuti essere oppositori del governo. Thich Quang Do, sommo patriarca della Chiesa buddista unificata del Vietnam (Ubcv) messa al bando, è rimasto agli arresti domiciliari de facto e altri leader sono incorsi in restrizioni alla libertà di movimento e sono stati posti sotto stretta sorveglianza.

Le forze di sicurezza si sono scontrate con cattolici e membri della minoranza khmer krom in dispute riguardo alla proprietà della terra, ricorrendo a un uso non necessario della forza e arrestando manifestanti pacifici.

A settembre e dicembre, le autorità hanno spinto la folla, tra cui vi erano poliziotti in borghese, a intimidire, vessare e aggredire fisicamente quasi 380 seguaci del monaco buddista Thich Nhan Hanh, per costringerli a lasciare il loro monastero nella provincia di Lam Dong.

Almeno sei membri della minoranza montagnard degli altipiani centrali sono stati condannati ad aprile e settembre da otto a 12 anni di carcere con l'accusa di "compromettere la solidarietà nazionale". Un numero imprecisato di persone rimaneva in carcere a seguito delle proteste su vasta scala riguardanti la confisca della terra e la libertà di culto religioso del 2001 e 2004.

Pena di morte

A seguito del dibattito presso l'Assemblea nazionale, i membri hanno votato l'abolizione della pena di morte per otto reati, tra cui quattro di natura finanziaria, riducendo il numero dei reati capitali a 21; il ministero della Giustizia aveva proposto l'abolizione per 12 reati. È stata mantenuta la pena di morte per traffico di droga, reato per il quale viene comminata la maggior parte delle pene capitali. Il governo ha conservato la propria politica di segretezza riguardo ogni aspetto della pena di morte, statistiche comprese. Secondo le notizie dei media, durante l'anno sono state condannate a morte 59 persone e ci sono state nove esecuzioni.

Rapporti di Amnesty International

Viet Nam should release peaceful critics (ASA 41/005/2009)

Viet Nam: Prisoner of conscience sentenced (ASA 41/008/2009)

Viet Nam: Prisoner of conscience, Le Cong Dinh (ASA 41/002/2009)

 

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