
Il 15 luglio ricorre l'anniversario dell'uccisione di Natalia Estemirova, attivista per i diritti umani che lavorava nella regione del Caucaso del Nord. Natalia Estemirova, una delle esponenti più note dell'organizzazione non governativa Memorial, con sede a Grozny in Cecenia, è stata rapita la mattina del 15 luglio 2009 verso le 8:30. Fu trascinata in una macchina bianca e portata in un luogo sconosciuto. Secondo le testimonianze, Natalia Estemirova sarebbe riuscita a gridare che la stavano rapendo.
Nella stessa giornata, l'agenzia di stampa russa Itar-Tass ha riferito del ritrovamento del suo corpo, che presentava colpi di arma da fuoco, nella vicina Repubblica di Inguscezia.
Dall'inizio della seconda guerra in Cecenia nel 2000, il lavoro di Natalia Estemirova è stato fondamentale nel documentare le violazioni dei diritti umani nella regione, quali torture e altri maltrattamenti, uccisioni illegali e sparizioni forzate. Si era dedicata inoltre all'assistenza agli sfollati e a altri gruppi svantaggiati. Nessuno ha rivendicato l'omicidio, ma i suoi colleghi credono che sia stata uccisa per il suo impegno in favore dei diritti umani.
Il suo lavoro è stato apprezzato sia a livello nazionale che internazionale attraverso il conferimento di numerosi riconoscimenti, quali la "Medaglia Robert Schuman" del parlamento europeo (2005), il premio "Right Livelihood" del parlamento svedese Nobel alternativo assegnato dal parlamento svedese, 2004) e il premio "Anna Politkovskaya", di cui è stata la prima vincitrice (2007).
L'omicidio di Natalia Estemirova ha messo ancora una volta in luce le precarie circostanze in cui lavorano difensori dei diritti umani nella Federazione russa.
Amnesty International chiede la fine dell'impunità per le uccisioni di difensori dei diritti umani, giornalisti e avvocati in Russia.
President of the Russian Federation
Dmitriy Medvedev
Ul. Ilinka, 23
103132 Moscow
Russian Federation
Egregio Presidente,
le scriviamo per esprimere la nostra profonda preoccupazione per il fatto che, a un anno dal rapimento e assassinio dell'attivista per i diritti umani Natalia Estemirova in Cecenia, il 15 luglio 2009, le indagini non abbiano ancora individuato alcun responsabile.
Le facciamo inoltre notare che diversi testimoni oculari in Cecenia sono riluttanti a deporre per paura di rappresaglie da parte di coloro che sono coinvolti nell'omicidio, influenzando negativamente l'efficacia dell'indagine. Tutto questo non fa che rinforzare le nostre preoccupazioni sul clima di impunità che regna in Cecenia.
L'omicidio di Natalia Estemirova ha messo ancora una volta in luce le precarie circostanze in cui i difensori dei diritti umani agiscono nella Federazione Russa e le minacce reali che devono affrontare nel legittimo esercizio delle loro attività. L'assassinio di Natalia Estemirova ha seguito quelli dell'avvocato per i diritti umani Stanislav Markelov e della giornalista Anastasia Baburova nel gennaio 2009, quello della giornalista Anna Politkovskaya nell'ottobre del 2006. Quattro settimane dopo l'omicidio della Estemirova, sono stati uccisi l'attivista per I diritti umani Zarema Sadulayeva e suo marito Alik (Umar) Dzhabrailov.
Siamo preoccupati per il fatto che le indagini su questi omicidi non abbiano portato alcun responsabile di fronte alla giustizia e chiediamo la fine dell'impunità per i crimini contro i difensori dei diritti umani nella Federazione Russa. Le chiediamo di lanciare un chiaro messaggio in quanto presidente della Federazione Russa sul fatto che tali crimini sono intollerabili e che non resteranno impuniti. Dovranno seguire azioni efficaci per indagare su tutti i crimini contro i difensori dei diritti umani in maniera effettiva e indipendente e per proteggerli dai rischi reali che quotidianamente incontrano portando avanti il loro fondamentale lavoro.
A un anno dall'omicidio di Natalia Estemirova, la sollecitiamo a istituire un'indagine effettiva, approfondita e imparziale, che identifichi e assicuri alla giustizia gli esecutori e i mandanti dell'omicidio di Natalia Estemirova.
Grazie per la sua attenzione.