1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa
  1. dona
  2. contattaci
  3. Utilizza la tecnologia RSS per rimanere sempre aggiornato
  4. amnesty.org
 


ricerca avanzata

Contenuto della pagina

Arabia Saudita: poeta condannato al carcere e alla fustigazione

Data di pubblicazione dell'appello: 30.11.2015 UA: 265/15 Index: MDE 23/2925/2015 Saudi Arabia

Status dell'appello: aperto Campagna Individui a rischio

Ashraf Fayadh©Archivio privato
Ashraf Fayadh © Archivio privato

La condanna a morte di Ashraf Fayadh, artista e poeta palestinese, è stata commutata  in otto anni di carcere e 800 frustate. Ashraf Fayadh è un prigioniero di coscienza. 

La condanna a morte di Ashraf Fayadh è stata commutata dal Tribunale generale di Abha, a sudovest dell'Arabia Saudita, il 2 febbraio 2016 in una sentenza a otto anni di carcere e 800 frustate. Inoltre, secondo quanto riportato dal suo avvocato, la Corte gli ha ordinato di manifestare pubblicamente il suo rimorso davanti ai media ufficiali sauditi. Inizialmente lo stesso tribunale, sulla base delle stesse accuse, lo aveva condannato a quattro anni di prigione e 800 frustate, prima di commutare la sentenza in pena capitale, secondo le indicazioni date dalla Corte d'appello. Il suo difensore ha già annunciato che ricorrerà in appello in merito all'ultima sentenza.

Ashraf Fayadh, poeta e artista palestinese di 35 anni nato e residente in Arabia Saudita, è stato condannato a morte il 17 novembre. Il tribunale di  Abha, nella regione sud orientale dell'Arabia Saudita, lo ha accusato di apostasia dopo il ribaltamento in appello della sentenza che lo aveva condannato a 4 anni di detenzione e 800 frustate per aver violato l'articolo 6 della Legge saudita contro il cybercrime.

Ashraf Fayadh è stato arrestato per la prima volta il 6 agosto 2013, in seguito alle rimostranze di un cittadino saudita secondo il quale il poeta avrebbe promosso l'ateismo e diffuso idee blasfeme tra i giovani. Rilasciato il giorno successivo, è stato nuovamente arrestato l'1 gennaio 2014, con l'accusa di apostasia per aver presumibilmente messo in discussione la religione e per la diffusione del pensiero ateo attraverso la sua poesia.

Ashraf Fayadh è stato anche accusato di aver violato l'articolo 6 della Legge saudita contro il cybercrime per aver scattato fotografie a donne col proprio cellulare e averle conservate. Il 30 aprile 2014, il tribunale ha condannato Ashraf Fayadh a quattro anni di detenzione e 800 frustate per le accuse relative alle foto di donne conservate nel suo cellulare, ritenendosi soddisfatto del pentimento del poeta in relazione all'accusa di apostasia. Ciononostante, la corte d'appello ha raccomandato che Ashraf Fayadh fosse comunque condannato per apostasia e ha rimandato il caso al tribunale precedente che ha poi emesso la condanna a morte per apostasia.

Ad Ashraf Fayadh è stata negata la possibilità di avvalersi di un avvocato durante la detenzione e il processo, violando evidentemente le leggi nazionali ed internazionali.

 

King and Prime Minister
His Majesty Salman bin Abdul Aziz Al Saud
The Custodian of the two Holy Mosques
Office of His Majesty the King
Royal Court, Riyadh
Kingdom of Saudi Arabia 
Fax: (via Ministry of the Interior) +966 11 403 3125 (please keep trying) 4
Twitter: @KingSalman

Maestà,

le scrivo in quanto sostenitore di Amnesty International, l'organizzazione non governativa che dal 1961 lavora in difesa dei diritti umani, ovunque essi siano violati.

Le chiedo di rilasciare Ashraf Fayadh immediatamente e senza condizioni, in quanto prigioniero di coscienza e detenuto solo per aver esercitato pacificamente il suo diritto alla libertà di espressione.

La esorto ad assicurare che la condanna contro Ashraf Fayadh sia annullata.

La sollecito ad istituire immediatamente una moratoria ufficiale su tutte le esecuzioni come primo passo verso la totale abolizione della pena capitale, della fustigazione e di tutte le pene inumane, crudeli e degradanti. 

Grazie per l'attenzione