
19 aprile 2010 - Grazie a tutti coloro che hanno firmato l'appello sul nostro sito. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione del caso.
Mahboubeh Karami, attivista per i diritti delle donne, è detenuta nel carcere di Evin a Teheran dal 2 marzo scorso. Amnesty International considera la donna prigioniera di coscienza, trattenuta a causa del suo lavoro in favore dei diritti umani. È a rischio tortura o altri maltrattamenti.
Mahboubeh Karami, membro della Campagna per l'uguaglianza che chiede di porre fine alla discriminazione legale delle donne, è stata arrestata il 2 marzo, quando verso le 22 tre ufficiali delle forze di sicurezza hanno fatto irruzione nella sua abitazione a Teheran. Durante la perquisizione alcuni suoi beni personali sono stati confiscati.
Mohsen Karami, suo fratello, ha raccontato alla Agenzia di informazione per i diritti umani (Human Rights Activists News Agency), sito internet di un'organizzazione iraniana indipendente per i diritti umani, che il mandato di arresto elencava diverse accuse di disordini e di "partecipazione a riunioni". Secondo Mohsen, queste accuse sono infondate, visto che "Mahboubeh ha trascorso gran parte dell'ultimo anno a curare il padre ammalato".
Mahboubeh Karami è stata arrestata quattro volte sulla base di simili accuse. Ogni volta, è stata detenuta per diversi giorni prima di essere rilasciata senza alcuna imputazione.
Il suo arresto rientra nel più ampio giro di vite nei confronti di difensori dei diritti umani, giornalisti e attivisti politici che sono stati arrestati dopo le celebrazioni dell'anniversario della Rivoluzione iraniana, l'11 febbraio scorso. La morsa repressiva è aumentata all'inizio di marzo.