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Milad Asadi, leader studentesco, č detenuto senza accuse nel carcere di Evin, a Teheran, dal 1° dicembre 2009. Amnesty International considera lo studente prigioniero di coscienza, trattenuto solo per aver pacificamente esercitato il suo diritto alla libertā di espressione, associazione e assemblea. Č a rischio di tortura o altri maltrattamenti.
Milad Asadi, 23 anni, č studente di ingegneria elettrica all'Universitā Khajeh Nasir e membro principale dell'Ufficio per il consolidamento dell'unitā (Ocu), un gruppo studentesco nazionale che negli ultimi anni ha avuto un ruolo importante nelle chiedere riforme politiche e la fine delle violazioni dei diritti umani. Asadi č stato arrestato poco prima delle dimostrazioni di massa contro il governo tenutesi nei campus universitari il 7 dicembre, Giornata nazionale dello studente, che celebra l'uccisione di tre studenti universitari da parte della polizia, nel 1953.
Durante una visita a metā gennaio, Asadi ha raccontato alla sua famiglia di esser stato tenuto in isolamento per 46 giorni in una minuscola cella di due metri per due. Secondo quanto riportato dal sito "Reporter e attivisti per i diritti umani in Iran", Milad Asadi ha riferito alla sua famiglia, nel corso di una visita a febbraio, che sarebbe stato giudicato il 3 marzo, ma ad oggi non si č a conoscenza di alcun processo.
Altri tre membri di rilievo dell'Ocu - Mehdi Arabshahi, Behareh Hedayat e Amin - sono in carcere. Un altro - Morteza Samyari - č stato rilasciato su cauzione dopo essere stato condannato a sei anni di prigione. La sentenza č stata emessa a termine di un processo iniquo per reati formulati in termini vaghi e apparentemente collegati all'esercizio pacifico della libertā di espressione e associazione.