1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa
  1. dona
  2. contattaci
  3. Utilizza la tecnologia RSS per rimanere sempre aggiornato
  4. amnesty.org
 


ricerca avanzata

Contenuto della pagina

Azerbaigian: risciare Khadija Ismayilova immediatamente

Data di pubblicazione dell'appello: 18.12.2014

Status dell'appello: aperto Campagna Individui a rischio

UA: 257/14 Index: EUR 55/023/2014 Azerbaijan

Khadija Ismayilova © IRFS
Khadija Ismayilova © IRFS

Khadija Ismayilova è una giornalista investigativa azera, critica nei confronti del governo. Ha pubblicato numerosi articoli in cui ha riportato le violazioni dei diritti umani e la corruzione ai massimi livelli nel paese. Le autorità hanno punito Khadija Ismayilova prima dando vita ad una prolungata campagna diffamatoria e di rappresaglia sui media controllati dallo Stato e successivamente sostenendo accuse penali inventate contro di lei, tra cui evasione fiscale, appropriazione indebita e affari illegali.

Khadija Ismayilova è stata arrestata il cinque dicembre 2014 ed è stata condannata a sette anni e mezzo di reclusione il primo settembre 2015. Il processo, che ha avuto luogo a Baku, la capitale dell'Azerbaijan, sarebbe dovuto essere a porte aperte, ma in diverse occasioni gli osservatori non sono stati ammessi in aula. La spiegazione è stata che l'aula era troppo piccola per ammettere tutti coloro che desideravano partecipare (una deliberata tattica di uso frequente da parte delle autorità dell'Azerbaigian). L'appello di Khadija contro la sua condanna è stato respinto il 25 novembre del 2015.

Khadija Ismayilova ha ricevuto minacce legate al suo giornalismo investigativo già in passato. Il 7 marzo 2012, un anonimo aveva minacciato di diffondere un video registrato nel suo appartamento che mostrava la sua vita privata. A quanto pare qualcuno aveva segretamente posto telecamere nascoste nella sua casa. A quel tempo, Khadija Ismayilova stava indagando su accuse di legami tra la famiglia del presidente Ilham Aliyev e un redditizio progetto di costruzioni a Baku. Khadija aveva respinto il tentativo di essere messa a tacere ed aveva esposto pubblicamente il tentativo di ricatto, di conseguenza il suo video fu diffuso su internet.
Allo stesso tempo, la stampa azera, controllata dal governo, ha iniziato una campagna diffamatoria contro di lei, causando a lei e alla sua famiglia grandi sofferenze, in particolare alla madre72enne, Elmira Ismayilova. La stampa aveva incolpato la madre per lo "stile di vita senza pudore" di sua figlia, mentre la stampa locale pubblicava un articolo intitolato "la madre armena di Khadija dovrebbe morire", malgrado la madre di Khadija Ismayilova non sia un'armena. L'articolo aveva cercato di sfruttare la diffusa ostilità verso gli armeni che si è radicato tra molti azeri in seguito al conflitto in Nagorno-Karabakh nei primi anni novanta. La stampa locale aveva anche attaccato la sorella di Khadija Ismayilova, chiamandola un "pappone" e sostenendo che le sorelle fossero apparse in film pornografici.

Analogamente ai casi di altri critici del governo che affrontano accuse penali, le autorità hanno impedito all'avvocato di Khadija di rappresentarla. Il 10 dicembre 2014, il giorno dopo aver accettato di rappresentare Khadija Ismayilova, l'avvocato Khalid Bagirov ha avuto sospesa la licenza di avvocatura. Il motivo è stato la sua critica ad un giudice della Corte d'Appello di Sheki nel caso di un altro dei suoi clienti, Ilgar Mammadov (uno dei leader dell'opposizione e altro prigioniero di coscienza). Khalid Bagirov è stato coinvolto in una serie di casi chiave di prigionieri di coscienza, compresi il difensore dei diritti umani Arif Yunus ed i membri del movimento giovanile NIDA.

 

President Ilham Aliyev
Office of the President of Azerbaijan
19 Istiglaliyyat Street
Baku
AZ1066, Azerbaijan
Fax: +994 12 492 0625
Email: office@pa.gov.az 

Egregio presidente,

Le scrivo in qualità di sostenitori di Amnesty International, preoccupato per la situazione di Khadija Ismayilova.

Khadija Ismayilova, giornalista investigativa di primo piano, è stata arrestata il cinque dicembre 2014 ed è stata condannata a sette anni e mezzo di reclusione il primo settembre del 2015.

Khadija Ismayilova è innocente e il suo unico "crimine" è quello di aver criticato il governo e di aver portato avanti il suo lavoro di giornalismo investigativo. E' considerata da Amnesty International una prigioniera di coscienza.

La sollecitando:
* a rilasciare immediatamente e senza condizioni Khadija Ismayilova e tutti gli altri prigionieri di coscienza;
* a rispettare e proteggere il diritto alla libertà di espressione, associazione e riunione affinché chiunque possa goderne, in conformità con gli obblighi dell' Azerbaigian in base agli articoli 10 e 11 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Grazie per l'attenzione.