
Nel corso del recente conflitto tra dicembre 2008 e gennaio 2009 nella Striscia di Gaza e nel sud d'Israele hanno perso la vita circa 1.400 palestinesi, la maggior parte dei quali civili, tra cui più di 300 bambini, e 13 israeliani, tre dei quali civili.
Le operazioni militari israeliane hanno inoltre devastato le infrastrutture civili di Gaza e esacerbato la catastrofe umanitaria già in atto nella Striscia a causa del blocco ai valichi di frontiera imposto dal luglio 2007 dall'esercito israeliano.
I ricercatori di Amnesty International che hanno condotto una missione dal 9 gennaio per quasi un mese a Gaza e nel sud d'Israele, hanno rinvenuto prove dei crimini di guerra e di altre gravi violazioni del diritto internazionale compiute da tutte le parti in conflitto.
Le prove riguardano attacchi diretti da parte delle forze israeliane sui civili palestinesi e contro strutture civili a Gaza, attacchi sproporzionati e indiscriminati che hanno violato il divieto di utilizzo di armi, quali il fosforo bianco, che colpiscono indiscriminatamente zone densamente popolate da civili; attacchi diretti contro ambulanze e personale medico e paramedico. Nello stesso periodo, Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno lanciato attacchi in modo indiscriminato lanciando centinaia di razzi su città e villaggi del sud d'Israele.
Amnesty International ha riscontrato prove evidenti e incontestabili dell'uso massiccio di fosforo bianco in aree densamente popolate di Gaza City e in altre zone del nord della Striscia. "Un uso così estensivo in aree densamente popolate è di per sé indiscriminato. Averlo usato ripetutamente in questo modo, nonostante le prove dei suoi effetti indiscriminati e il suo impatto sulla popolazione civile, è un crimine di guerra" - ha dichiarato Donatella Rovera, ricercatrice di Amnesty International su Israele e i Territori occupati palestinesi.
Ascolta l'intervista radio a Donatella Rovera sui primi risultati delle sue ricerche e sulla denuncia di attacchi indiscriminati compiuti sia da Hamas che dall'esercito israeliano nelle tre settimane della campagna militare "Piombo fuso".
Il 10 febbraio 2009, il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon ha istituito una Commissione d'inchiesta Onu con lo scopo di analizzare e indagare alcuni avvenimenti specifici che hanno avuto luogo nella Striscia di Gaza tra il 27 dicembre 2008 e il 19 gennaio 2009 e che hanno causato morti o feriti e/o provocato danni a strutture delle Nazioni Unite o nel corso di operazioni Onu.
Amnesty International ha accolto positivamente questo passo ma lo valuta "insufficiente" dal momento che la maggior parte degli attacchi illegali, per i quali sono disponibili prove, ricadono fuori dal campo d'indagine della Commissione, e per questo chiede alle Nazioni Unite, e in particolare al Consiglio di sicurezza, di occuparsi di tutti i casi di violazione del diritto internazionale che hanno avuto luogo durante il conflitto.

Sia Israele che Hamas hanno utilizzato armi provenienti dall'estero per compiere attacchi contro i civili durante il conflitto. Nel sud d'Israele, Amnesty International ha trovato i resti di razzi Qassam, Grad e di altri ordigni lanciati indiscriminatamente da Hamas e altri gruppi armati palestinesi contro aree civili israeliane.
Queste armi rudimentali entrano a Gaza clandestinamente o vengono assemblate sul posto con componenti introdotte segretamente dall'esterno. Sono prive di precisione e non possono essere paragonate alle armi usate da Israele ma nondimeno hanno causato diversi morti e feriti tra i civili israeliani così come danni alle loro proprietà. Le forze israeliane hanno usato fosforo bianco e altre armi fornite dagli Stati Uniti per commettere gravi violazioni del diritto umanitario, compresi crimini di guerra.
Firma la petizione di Amnesty International al governo italiano per sollecitare l'urgenza di un embargo completo delle Nazioni Unite sulle armi.

Il 2 luglio 2009, Amnesty International pubblica un rapporto di 117 pagine e basato su prove raccolte dai suoi delegati (tra i quali anche un esperto militare) a gennaio e febbraio, nel quale afferma che durante i 22 giorni del conflitto a Gaza e nel sud d'Israele, le forze israeliane hanno ucciso centinaia di civili palestinesi disarmati e distrutto migliaia di abitazioni, mediante attacchi che hanno violato le leggi di guerra. Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno lanciato centinaia di razzi contro il sud d'Israele, uccidendo tre civili israeliani, ferendone decine e costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case.
Hamas e altri gruppi armati palestinesi hanno lanciato centinaia di razzi contro il sud d'Israele, uccidendo tre civili israeliani, ferendone decine e costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case.
Scarica il rapporto Israel/Gaza: Operation "Cast Lead": 22 days of death and destruction" (2.91 MB).La Missione di accertamento dei fatti diretta dal giudice Goldstone, istituita dal Consiglio Onu dei diritti umani, ha reso note le sue raccomandazioni in un rapporto di 575 pagine diffuso martedì 15 settembre 2009. Le conclusioni del rapporto riecheggiano quelle delle missioni di ricerca svolte da Amnesty International sui 22 giorni di conflitto, nel corso del quale sono stati uccisi circa 1400 palestinesi e nove israeliani. La maggior parte dei palestinesi uccisi dalle forze israeliane erano civili non armati e almeno 300 di essi erano bambini. I razzi lanciati dai palestinesi hanno ucciso tre civili israeliani e sei soldati, mentre altri quattro militari israeliani sono stati uccisi dal "fuoco amico". Le forze israeliane hanno inoltre condotto attacchi sconsiderati e su larga scala, riducendo in rovina intere zone di Gaza e hanno usato palestinesi come scudi umani.
Leggi il rapporto della Missione Goldstone