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Arabia Saudita: condanna a morte per stregoneria in riesame!

Data di pubblicazione dell'appello: 12.11.2010

Status dell'appello: chiuso

FI 328/09 MDE 23/006/2010

'Ali Hussain Sibat©Archivio privato
'Ali Hussain Sibat©Archivio privato

Grazie alla 1202 persone che hanno firmato in favore di Ali Hussain Sibat! Vi terremo aggiornati sull'evoluzione del caso.
 
La Corte suprema di Riyadh, capitale dell'Arabia Saudita, si è rifiutata di ratificare la condanna a morte di un cittadino libanese, con l'accusa di "stregoneria" e ha ordinato la revisione del caso da parte della corte che ha emesso la sentenza.
 
Ali Hussain Sibat, cittadino libanese di 46 anni e padre di cinque figli, prediceva il futuro in un programma televisivo trasmesso dal canale satellitare libanese Sheherazade. È stato arrestato dalla Mutawa'een, la polizia religiosa dell'Arabia Saudita, con l'accusa di "stregoneria", nel maggio 2008 mentre si trovava nel paese per la umra, il pellegrinaggio religioso islamico. 
 
'Ali Hussain Sibat è stato condannato a morte a Medina il 9 novembre 2009 a termine di un'udienza segreta durante la quale non ha avuto alcuna assistenza legale. Amnesty International ha sostenuto che l'uomo era stato condannato solo per aver esercitato pacificamente la sua libertà d'espressione ed era, pertanto, prigioniero di coscienza.

 

A gennaio un tribunale di Makkah aveva accolto un appello contro la condanna a morte, ritenendo il verdetto prematuro. Secondo il tribunale, tutte le accuse formulate contro Sibat dovevano essere verificate e, qualora fosse stato ritenuto colpevole, gli sarebbe stato chiesto di pentirsi. 
 
Tuttavia il 10 marzo, un tribunale di Medina ha confermato la sentenza. Secondo i giudici, la condanna a morte era giusta perché l'uomo aveva praticato la stregoneria pubblicamente per diversi anni e davanti a milioni di spettatori, e queste azioni lo avevano reso un infedele. 
 
La corte d'appello di Makkah ha di conseguenza confermato la condanna a morte in aprile e l'ha inviata alla Corte suprema per la ratifica.
 
La Corte suprema ha, invece, deciso di non ratificare la condanna a morte, considerandola inappropriata poiché, dal suo punto di vista, non esiste alcuna prova che altre persone siano state danneggiate dalle azioni di 'Ali Hussein. La Corte suprema ha ordinato il deferimento del caso alla corte originale di Medina per una riconsiderazione della sentenza da parte di una giuria in vista di una commutazione della condanna a morte e del suo rimpatrio in Libano.