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Corea del Nord: la morte di Kim Jong-il potrebbe essere un'opportunità per i diritti umani

CS126: 19/12/2011

Kim Jong Il & Kim Jong Un © AP
Kim Jong Il & Kim Jong Un © AP

La morte del leader nordcoreano Kim Jong-il e l'assunzione del potere da parte del figlio, Kim Jong-un, presentano un'importante opportunità per migliorare il catastrofico primato del paese in tema di diritti umani, secondo quanto dichiarato oggi da Amnesty International. 
 
"Kim Jong-il, come suo padre prima di lui, ha lasciato milioni di coreani intrappolati nella povertà, senza accesso a cibo sufficiente e a cure mediche, e centinaia di migliaia di persone detenute in brutali campi di prigionia" - ha dichiarato Sam Zarifi, direttore del Programma Asia e Pacifico di Amnesty International. "Con questa transizione, speriamo che il nuovo governo si allontani dalle politiche orribili e fallimentari del passato".  
 
Tuttavia, recenti denunce ricevute da Amnesty International suggeriscono che il governo nordcoreano abbia epurato centinaia di funzionari, considerati una minaccia per la successione di Kim Jong-un, mettendoli a morte o destinandoli ai campi per prigionieri politici.
 
"Le informazioni che abbiamo ricevuto nell'ultimo anno lasciano intendere che Kim Jong-un e i suoi sostenitori cercheranno di consolidare il loro nuovo ruolo intensificando la repressione e stroncando ogni possibilità di dissenso" - ha aggiunto Zarifi.
 
Nei mesi seguiti alla successione di Kim Jong-il alla guida della Corea del Nord, dopo la morte nel 1994 del padre Kim Il-Sung, decine di migliaia di potenziali o presunti oppositori politici sono stati mandati nei campi di prigionia insieme ai loro familiari. Oppositori sono stati anche messi a morte, segretamente o in pubblico, a seguito di processi in iniqui o senza alcun processo. 
 
Da anni, Amnesty International documenta l'abissale mancanza di rispetto dei diritti umani in Corea del Nord.
 
La libertà di espressione e di associazione è quasi inesistente. Centinaia di migliaia di persone che sono ritenute opporsi allo stato sono detenute in campi come la nota struttura di Yodok, dove si trovano famiglie fino a tre generazioni. I detenuti sono costretti a lavorare duro, fino a 12 ore al giorno.
 
Allo stesso tempo, oltre un terzo della popolazione soffre per insufficienza di cibo e il sistema sanitario è in grave declino. Amnesty International ha appreso che ci sono persone che sopravvivono mangiando cortecce ed erbe, che vengono usati aghi non sterilizzati e che interventi chirurgici anche complessi vengono effettuati senza anestesia. 
 
"Le autorità dicono che la Corea del Nord sta diventando 'una nazione forte e prospera'. Per assicurare questo, la nuova leadership dovrebbe adottare un'agenda per i diritti umani e fermare la repressione che ha caratterizzato l'era di Kim Jong-il" - ha aggiunto Zarifi.   
 
Amnesty International ribadisce la sua richiesta al governo della Corea del Nord, così come ai donatori internazionali, di assicurare che il cibo sia adeguatamente distribuito a coloro che ne hanno più bisogno.
 
"La popolazione nordcoreana non dovrebbe subire ulteriore privazione per via dell'attuale incertezza politica. Dalla metà degli anni Novanta, quasi un milione di persone è morto per la grave mancanza di cibo. Milioni di nordcoreani, specialmente bambini e persone anziane, continuano a soffrire per la cronica malnutrizione. Questa situazione è in larga parte dovuta alle politiche fallimentari e controproducenti attuate sotto la leadership di Kim Il-Sung e Kim Jong-il".

 

Le autorità nordcoreane e il nuovo leader del paese devono immediatamente migliorare la situazione dei diritti umani:

  • rilasciando immediatamente e incondizionatamente tutti i prigionieri di coscienza, inclusi i loro familiari, detenuti nei campi per prigionieri politici. Tutti i prigionieri dovrebbero essere rilasciati a meno che non siano accusati di reati riconosciuti a livello internazionale, rinviati a giudizio da un tribunale indipendente e sottoposti a un giusto processo;
  • agendo immediatamente per porre fine alla pratica lavoro forzato, alle torture e ai maltrattamenti dei prigionieri, compresi quelli detenuti nei campi per prigionieri politici;
  • permettendo senza ulteriori ritardi e ostacoli alle agenzie umanitarie, come il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, di entrare nel paese per assicurare che il cibo arrivi a chi ne ha bisogno;
  • affrontando il problema della scarsità di cure mediche, anche accettando l'assistenza umanitaria internazionale, e garantendo piena cooperazione e accesso per assicurare che le cure arrivino a coloro che ne hanno bisogno;
  • ponendo immediatamente fine alle esecuzioni segrete e pubbliche;
  • indagando in modo completo, indipendente e imparziale sulle accuse attuali e passate di sequestri di persona e sparizioni forzate;
  • garantendo che i diritti alla libertà di espressione e religione, tutelati dalla Costituzione e da altri trattati internazionali in materia di diritti umani, siano rispettati effettivamente;
  • agendo immediatamente per attuare le raccomandazioni degli esperti internazionali sui diritti umani e quelle rivolte alla Corea del Nord durante l'Esame periodico universale;
  • invitare nel paese osservatori come il Relatore speciale delle Nazioni sul diritto al cibo, quello sul diritto alla libertà di opinione e di espressione, sulla libertà di religione e credo, e in particolare quello sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica democratica popolare di Corea del Nord.   
 

FINE DEL COMUNICATO                                                                          Roma, 19 dicembre 2011

Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it