
In Iran, molte persone sono scese in strade a Teheran e in altre città il 14 febbraio 2011 in risposta all'invito del leader dell'opposizione Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi per mostrare solidarietà con le rivolte in Egitto e Tunisia. I due leader sono agli arresti domiciliari, mai ufficializzati, da allora. Le persone sono scese in piazza nonostante le minacce del governo, gli arresti preventivi e l'incremento delle esecuzioni, i tentativi del governo di scoraggiare le proteste. Le forze di sicurezza hanno risposto con un'ulteriore repressione, uccidendo almeno due persone il 14 febbraio e una persona il giorno dopo.
Le attiviste iraniane stanno pagando un alto prezzo per le loro attività politiche pacifiche o in favore dei diritti umani. Nel gennaio 2011, l'avvocatessa per i diritti umani, Nasrin Sotoudeh è stata condannata per "atti contro la sicurezza nazionale", "propaganda contro il regime" e per la sua appartenenza al Centro per i difensori dei diritti umani (Chrd) - organismo istituito dal Premio Nobel per la pace Shirin Ebadi. Nasrin Sotoudeh sta scontando una condanna a sei anni di carcere, ridotti da 11 anni in appello. Ha negato tutte le accuse contro di lei, compresa l'appartenenza al Chrd. Prima del suo arresto, avvenuto il 4 settembre 2010, Nasrin Sotoudeh era stata invitata a smettere di rappresentare Shirin Ebadi, in caso contrario avrebbe subito rappresaglie. Nasrin Sotoudeh è stata tenuta in isolamento nella prigione di Evin, Teheran, per almeno due mesi, dopo il suo arresto nel settembre 2010. Le è stato vietato di lavorare come avvocato per i prossimi 10 anni. Nel novembre 2010, l'Alto Commissario dell'Onu per i diritti umani ha invitato a rivedere il caso di Nasrin Sotoudeh e ad accelerare l'iter per la sua liberazione. La sua condanna è parte di un giro di vite in corso sugli avvocati dei diritti umani e attivisti in Iran. Solitamente in questi casi, i processi non rispettano gli standard del diritto internazionale del giusto processo, viene negato l'accesso a un avvocato di propria scelta e gli imputati vengono condannati sulla base di accuse vaghe formulate da tribunali e giudici non indipendenti.
Le attiviste in Iran si trovano ad affrontare diverse forme di discriminazioni che ostacolano il loro ruolo di agenti di cambiamento e vengono, inoltre, stigmatizzazione da parte della società perché considerate un pericolo per la religione, l'onore o la cultura. Le attiviste in Iran sono spesso detenute per lunghi periodi senza accusa, anche in isolamento, e la cauzione per il rilascio è solitamente molto alta così da risultare troppo onerosa da poter pagare per le famiglie.
Head of the Judiciary
Ayatollah Sadegh Larijani
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Vali Asr Ave., above Pasteur Street intersection
Tehran
Islamic Republic of Iran
Eccellenza,
Sono profondamente preoccupato per l'avvocatessa dei diritti umani Nasrin Sotoudeh, madre di due bambini piccoli. Sta scontando una condanna a sei anni, semplicemente per il suo lavoro come avvocato. E' una prigioniera di coscienza.
Nasrin Sotoudeh è detenuta nella prigione di Evin a Teheran dal giorno del suo arresto il 4 settembre 2010, compreso un lungo periodo in isolamento. La sua salute è stata indebolita da uno sciopero della fame, fatto per protestare contro il suo arresto e le condizioni di detenzione.
La esorto a rilasciare Nasrin Sotoudeh immediatamente e incondizionatamente, essendo detenuta solo per aver pacificamente esercitato i suoi diritti alla libertà di espressione e di associazione nel corso del suo lavoro.
Cordiali saluti.