
La popolazione rom, composta da 10-12 milioni di persone, è una delle minoranze più grandi e svantaggiate d'Europa. Quasi l'80 per cento dei rom vive nei paesi membri dell'Unione europea e in quelli candidati all'ingresso. Ciò nonostante, i rom sono tra i gruppi più sistematicamente discriminati ed esclusi d'Europa. Hanno redditi inferiori alla media, peggiori condizioni di salute, abitazioni più misere, un tasso di alfabetizzazione più basso e più alti livelli di disoccupazione rispetto al resto della popolazione. Incontrano gravi ostacoli nell'accesso al diritto a un alloggio adeguato, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e al lavoro.
Milioni di rom vivono in insediamenti abitativi precari isolati, spesso senza elettricità o acqua corrente, sono a maggior rischio di contrarre malattie e difficilmente accedono alle cure sanitarie di cui hanno bisogno. Ricevendo un'istruzione di scarsa qualità, sono gravemente svantaggiati nel mercato del lavoro. Impossibilitati a trovare un impiego, non possono accedere a un alloggio adeguato, permettersi i farmaci o sostenere economicamente la scolarizzazione dei loro figli. E così il ciclo continua, aggravato dalla discriminazione che nega sistematicamente loro pari opportunità, equo trattamento e pieno godimento di tutti i diritti.
Questo stato di cose è il risultato di diffuse e spesso sistematiche violazioni dei diritti umani, in particolare degli atti di discriminazione che per secoli sono stati compiuti dalla società, dalle istituzioni e dai singoli individui nei confronti dei rom, che li hanno spinti ai margini della società e che li mantengono ancora lì.
I governi europei possono e devono fare qualcosa a riguardo. Eliminando la discriminazione da parte delle autorità pubbliche, implementando programmi efficaci a promuovere l'inclusione sociale dei rom emarginati e combattendo l'esclusione sociale, è possibile rompere il circolo vizioso di pregiudizi, povertà e violazioni dei diritti umani in cui queste persone sono troppo spesso intrappolate.
La dignità dei rom in Europa lo pretende.