1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa
  1. contattaci
  2. Utilizza la tecnologia RSS per rimanere sempre aggiornato
  3. amnesty.org
 


ricerca avanzata

Contenuto della pagina

Egitto, confermata la condanna per il blogger Maikel Nabil Sanad

(15 dicembre 2011)

Maikel Nabil Sanad © Archivio privato

Amnesty International ha sollecitato le autorità egiziane a rilasciare immediatamente Maikel Nabil Sanad, il blogger che il 14 dicembre è stato condannato a due anni nel processo d'appello di fronte a una corte marziale.
 
I giudici militari hanno ridotto di un anno la pena inflitta in primo grado, condannando Maikel Nabil Sanad a pagare una multa di 200 sterline egiziane e a rimborsare ulteriori 300 sterline egiziane per le spese legali, ovvero per l'avvocato d'ufficio fornito dal tribunale dopo che l'imputato aveva rinunciato alla difesa per contestare i tribunali militari.
 
"Mio figlio è stato condannato perché ha detto la verità su quello che accadde in piazza Tahrir nella rivoluzione dei primi mesi del 2011", ha detto ad Amnesty International Ibrahim Sanad, padre di Maikel. "Gli egiziani sono alla mercé dell'ingiustizia e dell'ineguaglianza delle forze armate, che dicono una cosa e ne fanno un'altra".
 
Maikel Nabil Sanad era stato arrestato ad aprile per aver criticato sulla sua pagina Facebook il Consiglio supremo delle forze armate, che era succeduto al potere al presidente Mubarak, e per "aver diffuso menzogne e voci incontrollate sull'esercito".
 
Maikel Nabil Sanad è in sciopero della fame da agosto, in segno di protesta contro il suo imprigionamento e la decisione di assegnare il suo processo alla corte marziale. Assume soltanto alimenti liquidi. Di recente, i militari gli hanno proposto di chiedere scusa al Consiglio supremo delle forze armate ma si è rifiutato di farlo.
 
È determinato a portare avanti la sua protesta e ha detto a suo fratello, poco dopo il verdetto: "Non sono migliore di chi è morto o di chi ha perso la vista".
 
Secondo Amnesty International, l'uso delle corti marziali contro coloro che esprimono pacificamente le loro opinioni è il segnale che in Egitto è cambiato poco dalle dimissioni dell'ex presidente Hosni Mubarak.

 
 
[www.amnesty.it] Internal server error. Please, try again later.