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Egitto, estesa ulteriormente la detenzione del blogger Alaa Abdel Fattah

(15 novembre 2011)

Amnesty International ha deplorato l'estensione di altri 15 giorni della detenzione di Alaa Abdel Fattah, il noto blogger e attivista egiziano arrestato all'indomani della sanguinosa repressione delle proteste del 9 ottobre al Cairo, di fronte alla sede della televisione pubblica.

Alaa Abdel Fattah è stato arrestato il 3 novembre, insieme ad altri 30 civili, per aver criticato l'intervento dell'esercito, che aveva provocato almeno 27 vittime.

Il 6 novembre è comparso di fronte ai giudici militari per rispondere delle accuse d incitamento alla violenza contro l'esercito, assalto alle forze armate e furto di armi. Rifiutatosi di rispondere perché contrario ai processi di imputati civili in corte marziale, è stato condannato a scontare la restante parte dei 15 giorni di prigionia nel carcere militare di Tora.

Comparso nuovamente di fronte al giudice militare il 13 novembre, si è visto ulteriormente allungare il periodo di detenzione. Secondo alcune fonti, ad Alaa Abdel Fattah sarebbe stata offerta la scarcerazione se avesse cessato di criticare il Consiglio supremo delle forze armate, attualmente al potere in Egitto. Egli avrebbe rifiutato.

Laila Soueif, madre del blogger, è entrata in sciopero della fame il 6 novembre.

"Il Consiglio supremo delle forze armate deve poter essere criticato pubblicamente. Chiunque sia arrestato semplicemente per questo motivo è un prigioniero di coscienza e dev'essere rilasciato immediatamente e senza condizioni" - ha concluso Amnesty International.

L'11 novembre anche l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani si è unito alla richiesta di scarcerare Alaa Abdel Fattah, sottolineando che la sua detenzione è una "clamorosa violazione del diritto alla libertà d'espressione".