
L'Italia dovrebbe introdurre nel codice penale il reato di tortura e ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT).
Anche la XV legislatura, conclusasi nell'aprile 2008, ha lasciato immutate le lacune relative all'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT). In particolare, a distanza di quasi 20 anni dalla ratifica della CAT, l'Italia resta ancora priva di uno specifico reato di tortura nel codice penale: questa è una grave lacuna non soltanto perché la tortura resta "senza nome" nel nostro ordinamento, ma anche perché gli atti di tortura e i maltrattamenti di cui sono accusati i pubblici ufficiali vengono perseguiti come reati ordinari (quali l'abuso d'ufficio e le lesioni personali), puniti con pene non adeguatamente severe e soggetti a prescrizione.
Anche di recente sono state segnalate le ricadute di questa lacuna sulla possibilità che le forze di polizia rispondano effettivamente del proprio operato. A marzo 2008, i pubblici ministeri del processo in corso a Genova su quanto accaduto nella caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001, presentando le proprie richieste al giudice nella requisitoria, hanno riferito di una "oggettiva vessazione nei confronti di tutti i detenuti e per tutto il periodo della loro permanenza presso il sito": questa condotta a loro avviso ha violato il divieto di tortura e maltrattamenti previsto dalla Convenzione europea dei diritti umani. I pubblici ministeri hanno segnalato la difficoltà, in mancanza di un reato di tortura nell'ordinamento penale, di ricondurre i fatti che costituirebbero tortura nelle fattispecie ordinarie e l'assoluta necessità di colmare questa lacuna. A luglio del 2001 AI chiedeva l'introduzione del reato di tortura nel codice penale già da 13 anni: le parole di chi ha indagato su Bolzaneto, inoltre, confermano quanto sia importante porre rimedio a questa situazione.
Oltre a ciò, nonostante le raccomandazioni di Amnesty International (AI), l'Italia non ha ancora ratificato il Protocollo opzionale alla CAT, il quale imporrebbe l'adozione di meccanismi di prevenzione della tortura e dei maltrattamenti, tra cui una istituzione indipendente di monitoraggio sui luoghi di detenzione.