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Rendition Cia in Europa: Amnesty International apprezza la richiesta di un'indagine del Consiglio europeo

CS08-2007: 24/01/2007

Nonostante una generale mancanza di cooperazione e persino la resistenza dei governi europei, Amnesty International ha apprezzato il fatto che il rapporto finale, presentato ieri, del Comitato del Parlamento europeo sulle attività della Cia in Europa (Tdip) conferma le conclusioni cui era già pervenuta l'organizzazione per i diritti umani: la complicità dei paesi europei ha consentito lo svolgimento del programma Cia di rendition(*) in Europa.

Amnesty International ha espresso tuttavia il rammarico che interessi nazionali e politici abbiano impedito al Comitato di condurre un'indagine più approfondita e di produrre un rapporto più incisivo e in grado di stabilire puntuali responsabilità.

"Chiaramente, quest'indagine ha provocato un disagio politico, non solo nei governi ma anche all'interno dello stesso Comitato" - ha affermato Dick Oosting, direttore dell'ufficio di Amnesty International presso l'Unione europea. "Avevamo sperato che gli interessi politici non avrebbero avuto il sopravvento, data la gravità delle violazioni in questione e i valori fondamentali in gioco".

Amnesty International continua a ritenere che questa vicenda potrà dirsi davvero conclusa solo se vi sarà almeno il riconoscimento delle responsabilità politiche per le violazioni dei diritti umani avvenute nel contesto delle rendition. Questo riconoscimento costituisce la base fondamentale per misure adeguate di prevenzione e di riparazione.

Da questo punto di vista, l'organizzazione per i diritti umani ha apprezzato la richiesta, contenuta nel rapporto, di forme di riparazione e di prevenzione. Questa richiesta, tuttavia, dovrà essere accompagnata da una chiara ammissione politica sulle violazioni avvenute in passato e da un concreto programma di applicazione.

"Se gli Stati membri continueranno a negare le proprie responsabilità e non affronteranno i problemi che hanno dato luogo al fenomeno delle rendition, saremo di fronte a una violazione grave e persistente dei diritti umani, tale da richiedere l'applicazione dell'art. 7 del Trattato dell'Unione europea" - ha ammonito Oosting. "Il Consiglio deve rispondere positivamente alla richiesta d'azione che proviene dal Comitato del Parlamento europeo".

FINE DEL COMUNICATO                                                                         Roma, 24 gennaio 2007

(*) le operazioni segrete con cui persone sospettate di terrorismo sono state trasferite da un paese a un altro, al di fuori di qualsiasi procedura o supervisione giudiziaria, per essere interrogate e sottoposte a tortura in centri di detenzione segreti e noti, come quello di Guantánamo Bay.

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it