
Ogni anno, nel mondo, 350.000 donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza e al parto. La maggior parte di queste morti potrebbe essere evitata attraverso cure mediche di alta qualità, accessibili e tempestive.
Molte donne muoiono tra dolori atroci. Alcune a casa, senza l'assistenza di personale medico; altre mentre cercano di raggiungere un ospedale, a piedi, in auto o in motocicletta; altre ancora in un letto d'ospedale, perché vi sono giunte troppo tardi o perché non sono state curate in tempo. La gran parte di queste donne vive in povertà e risiede nei Paesi in via di sviluppo. Tuttavia, anche nei cosiddetti paesi ricchi, le donne che appartengono a minoranze etniche talvolta vanno incontro più delle altre a ostacoli nell'ottenere l'assistenza sanitaria cui hanno diritto.
Questa non è soltanto un'emergenza sanitaria mondiale, è uno scandalo per i diritti umani. È giunto il momento di trattare questa crisi dei diritti umani con l'urgenza che merita. Queste morti tragicamente diffuse tra le donne che vivono in povertà non possono continuare. Devono finire!
La campagna "Io pretendo dignità" chiede che l'assistenza ostetrica d'urgenza sia disponibile per ogni donna che ne abbia bisogno; siano eliminati i costi che sono d'ostacolo all'accesso alle cure mediche di base e ad altre forme di assistenza sanitaria salvavita, nell'ambito della salute materna e riproduttiva; sia rispettato e tutelato il diritto delle donne al controllo sulla loro vita sessuale e riproduttiva.
Approfondisci la campagna che Amnesty International sta conducendo in:
Nicaragua
Sierra Leone
Perù
Burkina Faso
Stati Uniti
In Italia, la campagna contro la mortalità materna è condotta in partnership con la Società italiana di ginecologia e ostetricia