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Insediamenti abitativi precari

Gli insediamenti abitativi precari, detti anche slumbidonville, baraccopoli, favelas sono la casa di oltre un miliardo di persone in tutti i continenti. Questi insediamenti hanno caratteristiche comuni: alloggi, servizi igienici e fognari inadeguati, fornitura di acqua ed elettricità scarsa o inesistente, sovraffollamento e alti livelli di violenza. 

Molti insediamenti sono classificati come "illegali" o irregolari. I residenti hanno diritti di occupazione molto precari e vivono nel rischio costante di essere sgomberati con la forza. Come ogni comunità urbana, in questi luoghi gli abitanti lavorano, mangiano, dormono e crescono i loro figli. Le persone che vivono negli insediamenti abitativi precari sono esposte all'ovvia privazione di risorse e beni materiali e costrette a convivere con un alto livello di insicurezza, dovuto alla costante minaccia di violenze ad opera della polizia e di bande criminali e al rischio di essere sgomberate a forza, con poco o nessun preavviso. Sono escluse da servizi basilari quali acqua potabile, servizi igienici, sanità e istruzione. L'accesso alla giustizia è costantemente negato a causa della discriminazione e della criminalizzazione della povertà.

Un ragazzo raccoglie l'acqua nell'insediamento di Mumbai, India, novembre 2008 ©Mark Henley/Panos Pictures

Nei processi e nelle decisioni che influiscono sulle loro vite, la voce delle persone che vivono negli insediamenti è regolarmente ignorata. Non vengono consultate, né autorizzate a prendere parte ai processi decisionali sul risanamento dei loro quartieri o sulla fornitura di un alloggio alternativo dopo gli sgomberi forzati.
 
Le persone che vivono negli insediamenti subiscono molte e diverse violazioni dei diritti umani. Queste sono legate le une alle altre e tutte allo stesso modo inaccettabili.
 
La campagna (((Io pretetendo dignità))) opera a livello mondiale per porre fine alle violazioni dei diritti umani che segnano e imprigionano le vite, distruggono sogni e speranze e mantengono le persone impantanate nella povertà.
 
I governi devono porre fine agli sgomberi forzati; garantire un equo accesso ai servizi pubblici per le persone che vivono negli insediamenti abitativi precari; consentire e garantire la partecipazione attiva di chi vive negli insediamenti abitativi precari a tutti i piani e ai progetti volti al miglioramento degli insediamenti stessi.

 

Approfondisci la campagna che Amnesty International sta conducendo in:
Kenya
Zimbabwe

 
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