
La globalizzazione ha garantito alle imprese potere e influenza senza precedenti ma anche posti di lavoro e profitti per milioni di persone. Quando però le attività delle imprese violano i diritti umani e trascinano le persone ancora più a fondo nella povertà, spesso mancano strumenti efficaci per chiamare le aziende a rispondere del loro operato o garantire riparazione alle vittime di abusi.
Le imprese possono essere complici, e talvolta direttamente responsabili di varie violazioni dei diritti umani. Se paragonato ad altre attività industriali, il settore estrattivo è quello in cui si registrano con maggiore frequenza accuse di violazioni dei diritti umani. Ciò non sorprende, considerato l'impatto che le operazioni minerarie hanno sulla terra e sulle risorse idriche.
Le imprese hanno largamente beneficiato della globalizzazione dell'economia. Ben poco si è fatto, al contrario, per creare una corrispondente normativa che garantisca che esse siano chiamate a rispondere dell'impatto delle loro attività.
Attraverso la campagna Io pretendo dignità, Amnesty International sarà impegnata a porre fine all'impunità delle imprese,a garantire l'accesso alla giustizia per le persone i cui diritti sono stati violati dalle aziende, ad assicurare che le comunità interessate dalle loro attività possano partecipare delle decisioni che influiscono sulle loro vite.
Nigeria: petrolio, inquinamento e povertà nel Delta del Niger Le responsabilità di ENI, Shell e del governo nigeriano

Mostra fotografica "Nigeria: una terra che perde, una terra che brucia"
In queste foto, Kadir van Lohuizen mostra l'inquinamento causato dall'industria petrolifera nello stato del Delta del fiume Niger, in Nigeria; le sue immagini illustrano in particolare le conseguenze subite dalle popolazioni che abitano alla foce del fiume.