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Che i nostri diritti siano legge! Difendere i diritti economici, sociali e culturali

Troppo spesso i governi fanno promesse a vuoto e non rispettano i loro obblighi internazionali per assicurare i diritti economici, sociali e culturali a tutti.
 
Alcuni governi violano deliberatamente i diritti delle persone, ad esempio quando le sgomberano forzatamente dalle loro abitazioni e le lasciano senza un alloggio adeguato. Spesso i governi non riescono a prevenire, indagare e punire i responsabili di abusi dei diritti umani, ad esempio le aziende estrattive che inquinano l'acqua e la terra che le comunità utilizzano per il sostentamento.
 
Diversi governi violano i diritti perché non intraprendono le misure necessarie a garantire la realizzazione dei diritti economici, sociali e culturali delle persone, ad esempio quando non danno priorità ai gruppi emarginati nell'allocazione di risorse economiche.
 
Quando queste violazioni hanno luogo, le persone spesso non riescono a ottenere giustizia. I rimedi, laddove esistono, possono essere inefficaci o inaccessibili e i diritti umani continuano quindi ad essere violati nella totale impunità dei governi che non vengono chiamati a rispondere delle loro azioni.

 

I governi devono impegnarsi a garantire i diritti economi, sociali e culturali firmando e ratificando il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e il relativo Protocollo opzionale (OP-ICESCR), strumento che assicura l'effettivo accesso a rimedi per le violazioni subite.

L'entrata in vigore del Protocollo opzionale permetterebbe a una persona o a un gruppo vittima di una violazione del diritto a un alloggio adeguato, al cibo, all'acqua, alla salute o all'educazione e che non abbia ricevuto giustizia nel proprio paese, di rivolgersi al Comitato delle Nazioni Unite sui diritti economici, sociali e culturali. Il Comitato potrà esprimersi sul merito e trasmettere allo stato le sue constatazioni, sulla cui base le autorità dovrebbero intraprendere delle azioni e comunicarle al Comitato.

Il Comitato è inoltre dotato di poteri d'inchiesta e, sulla base d'informazioni affidabili che indicano che uno stato (che abbia ratificato il Protocollo) abbia compiuto gravi e sistematiche violazioni dei diritti economici, sociali e culturali, potrà aprire un'inchiesta, i cui risultati saranno presentati allo stato interessato, insieme a commenti e raccomandazioni.

Ad oggi 35 paesi hanno firmato il Protocollo e solo tre lo hanno ratificato (Mongolia, Ecuador e Spagna). Perchè il Protocollo entri in vigore a livello internazionale occorrono ancora 7 ratifiche.