Capo di Stato: Laurent Gbagbo
Capo del governo: Guillaume Soro
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 19,6 milioni
Speranza di vita: 47,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 192/173‰
Alfabetizzazione adulti: 48,7%
Le elezioni presidenziali originariamente fissate per il 2005 sono state nuovamente rinviate a causa di ritardi nella registrazione degli elettori e nel disarmo dei combattenti. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha deciso che le forze internazionali di peacekeeping sarebbero rimaste nel Paese oltre le elezioni presidenziali, ha esteso un embargo sulle armi e individuato sanzioni. Le forze di sicurezza sono ricorse a un uso eccessivo della forza nel disperdere la folla che manifestava contro l'aumento del carovita. Sia le forze governative sia dell'opposizione hanno continuato a commettere violazioni dei diritti umani, in particolare nei confronti delle donne, mentre vessazioni e aggressioni fisiche sono rimaste diffuse, specialmente ai blocchi stradali.
La coalizione di governo è rimasta in carica, formata da sostenitori del presidente Laurent Gbagbo e guidata da Guillaume Soro, segretario generale delle Forze Nuove (Forces Nouvelles), la coalizione di gruppi armati che dal settembre 2002 controlla il nord del Paese. Tuttavia, i principali obiettivi stabiliti dall'accordo di pace di Ouagadougou del 2007 non sono stati raggiunti. Malgrado alcuni sforzi, il processo di disarmo dei membri delle Forze Nuove e la creazione di un esercito integrato non è stato completato. In aggiunta a ciò, le procedure di identificazione e di registrazione degli elettori sono state ostacolate da attacchi lanciati da un'organizzazione studentesca legata al presidente Gbagbo. Gli studenti hanno saccheggiato i centri di registrazione, rubato attrezzature informatiche e sottratto certificati di nascita. A ottobre, le elezioni presidenziali sono state nuovamente rinviate per il quarto anno consecutivo.
A ottobre, due persone sono state giudicate colpevoli per aver sotterrato rifiuti tossici letali ad Abidjan nel 2006 e condannate rispettivamente a 20 e cinque anni di carcere. Funzionari di Trafigura, la multinazionale olandese che operava la nave che trasportò i rifiuti nel Paese, hanno evitato il perseguimento giudiziario dopo aver ottenuto un accordo economico con il governo ivoriano, palesemente in cambio dell'immunità processuale.
A ottobre, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato per un ulteriore anno l'embargo sulle armi e l'esportazione di diamanti così come le sanzioni individuali percepite come ostacoli sul cammino della pace come divieti di viaggio e congelamento di beni.
A marzo ed aprile, la polizia anti-sommossa ha disperso diverse centinaia di manifestanti che avevano bloccato le strade e bruciato pneumatici ad Abidjan, la capitale economica, per protestare contro l'aumento dei prezzi dei beni alimentari di prima necessità. La polizia ha impiegato gas lacrimogeni e munizioni cariche. Due persone sono rimaste uccise e oltre una decina, tra cui vi erano donne commercianti, sono rimaste ferite.
*Uno studente di 16 anni è morto dopo essere stato colpito alla testa da un bossolo lacrimogeno nel comune di Yopougon, Abidjan. Un uomo di 24 anni è stato, stando alle fonti, colpito da spari alla testa nel comune di Port-Bouet, nei pressi di Abidjan. Il ministero dell'Interno ha affermato che sulle uccisioni erano state avviate indagini, ma a fine anno nessun membro delle forze di sicurezza era parso essere stato incriminato o perseguito.
Atti di violenza sessuale contro donne e ragazze sono continuati sia nella zona in mano delle forze governative sia nella zona settentrionale controllata dalle Forze Nuove. La maggior parte dei presunti responsabili non sono mai stati processati o sono stati rilasciati in tempi brevi dopo l'arresto.
*Ad aprile, una ragazza di 14 anni è stata stuprata e uccisa da quattro membri delle Forze Nuove nella cittadina di Katiola, una zona in mano alle Forze Nuove. Nessuno è stato chiamato a rispondere del crimine. Pochi giorni dopo, sempre nella stessa cittadina, una donna è stata aggredita sessualmente e poi stuprata da un membro delle Forze Nuove, il quale è stato arrestato, trattenuto per qualche giorno e poi rilasciato.
*A settembre, due ragazzine sono state stuprate a Duekoué (nell'ovest del Paese) da sei uomini facenti parte di un gruppo armato di pistole, sospettati di essere membri di una milizia filogovernativa. A fine anno nessuno dei responsabili era ancora stato arrestato.
Non sono stati adottati provvedimenti per fornire una forma di risarcimento o l'accesso a cure sanitarie per le innumerevoli donne e ragazze vittime di stupro e aggressione sessuale da parte di combattenti e civili a loro collegati sin dall'inizio del conflitto armato, nel 2002.
Le forze di sicurezza si sono frequentemente macchiate di abusi allo scopo di estorcere denaro ai posti di blocco e durante le ispezioni di documenti di identità.
*A febbraio, Lanciné Bamba, un autista di autobus, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco da un membro del Centro di comando per le operazioni di sicurezza (Centre de commandement des Opérations de Sécurité - CECOS), dopo che si era rifiutato di allungare del denaro a un posto di blocco. A ottobre, un membro del CECOS è stato giudicato colpevole di omicidio e condannato a tre anni di carcere.
Combattenti e sostenitori delle Forze Nuove si sono resi responsabili di violazioni dei diritti umani, tra cui tortura e altri maltrattamenti, detenzioni arbitrarie e diffuse estorsioni. Un clima d'impunità è prevalso a causa della mancanza di un sistema giudiziario funzionante nel nord del Paese.
*A settembre, oltre 50 persone sono state arrestate nella zona di Vavoua e Séguéla, stando alle fonti poiché si erano opposte al licenziamento di Zakaria Koné, un leader militare delle Forze Nuove. Gli arrestati sono stati mandati a Bouaké, roccaforte delle Forze Nuove, dove, secondo quanto riferito, sono rimasti detenuti illegalmente.
Côte d'Ivoire. Silence and Impunity: the only response to sexual violence against women (AFR 31/002/2008)