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Guatemala

Repubblica del Guatemala

Capo di Stato e di governo: Álvaro Colom Caballeros (subentrato a Óscar Berger Perdomo a gennaio)
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 13,7 milioni
Speranza di vita: 69,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 44/33‰
Alfabetizzazione adulti: 69.1%

  1. Contesto
  2. Dispute sulla terra - sgomberi forzati
  3. Difensori dei diritti umani
  4. Sindacalisti
  5. Polizia e forze di sicurezza
  6. Violenza contro donne e ragazze
  7. Impunità
  8. Pena di morte
  9. Rapporti di Amnesty International

Difensori dei diritti umani hanno continuato a subire minacce, vessazioni e attacchi. Il governo non ha mantenuto l'impegno di rendere disponibili i documenti militari precedentemente classificati come riservati, che avrebbero aiutato la magistratura a stabilire le responsabilità delle gravi violazioni dei diritti umani avvenute durante il conflitto armato interno (1960-1996). Poco è stato fatto per migliorare la sicurezza pubblica.

 

Contesto

A settembre sono stati trovati microfoni nascosti nell'ufficio del presidente e nella sua residenza privata. I capi delle due agenzie responsabili per l'intelligence e la sicurezza del presidente si sono dimessi. Successivamente sono stati emessi mandati di arresto. A fine anno, uno si trovava agli arresti domiciliari e l'altro era ricercato dalla polizia.

La Commissione internazionale contro l'impunità in Guatemala su iniziativa delle Nazioni Unite, giunta al suo primo anno di operatività, ha riferito di aver fornito assistenza in due casi giudiziari e 15 investigativi.

 

Dispute sulla terra - sgomberi forzati

A febbraio la polizia ha arrestato l'attivista agricolo Ramiro Choc, nell'ambito di una disputa sulla terra nel dipartimento di Izabal sulla costa atlantica. Le comunità che hanno protestato per il suo arresto hanno reagito prendendo in ostaggio quattro turisti belgi. L'azione di polizia seguita all'episodio ha causato la morte del lavoratore agricolo Mario Caal. Un'indagine dell'ufficio del Difensore civico per i diritti umani del Guatemala ha stabilito che Mario Caal era stato vittima di una esecuzione extragiudiziale.

La polizia ha riportato 22 sgomberi forzati avvenuti durante l'anno.

 

Difensori dei diritti umani

Organizzazioni locali per i diritti umani hanno riferito decine di attacchi contro difensori dei diritti umani, alcuni dei quali con esito mortale.

*A luglio, Antonio Morales è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco. Il suo corpo è stato ritrovato per strada a Tixel, sua città natale, dipartimento di Huehuetenango. Egli era membro del comitato locale per lo sviluppo comunitario che aveva come obiettivo la rivendicazione della terra per la comunità ed era impegnato in campagne per i diritti dei lavoratori agricoli e degli indigeni. La settimana prima di essere ucciso aveva denunciato di aver ricevuto minacce.

 

Sindacalisti

Diversi sindacalisti sono stati uccisi durante l'anno.

*A marzo due uomini armati hanno sparato a Miguel Ángel Ramírez Enríquez, uno dei fondatori del Sindacato dei lavoratori bananieri del sud (Sindicato de trabajadores bananeros del sur - SITRABANSUR) mentre rientrava a casa. Egli è morto più tardi in ospedale. I sui parenti hanno dichiarato che aveva ricevuto minacce di morte e pressioni affinché ponesse fine alle sue attività sindacali.

 

Polizia e forze di sicurezza

Riguardo alla riduzione della criminalità, omicidi compresi, varie iniziative erano state annunciate dal nuovo governo, ma a fine anno non erano visibili risultati concreti in tal senso. Si ritiene che membri delle forze di sicurezza, sia in servizio che fuori servizio, fossero implicati in molte delle uccisioni.

*A gennaio i corpi di due uomini di 17 e 23 anni sono stati ritrovati lungo il ciglio di una strada nel sud di Città del Guatemala. Essi erano stati strangolati con una corda e poi colpiti da spari alla testa esplosi da distanza ravvicinata. Sebbene siano emerse prove che i due erano stati uccisi da membri delle forze di sicurezza, a fine anno non erano state avviate indagini significative.

 

Violenza contro donne e ragazze

Secondo dati della polizia, 687 donne sono state vittime di omicidio nel corso dell'anno. I loro corpi spesso mostravano segni di stupro e di altre torture. L'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha riferito a gennaio che le autorità continuavano a mettere in atto pratiche discriminatorie e che queste erano all'origine delle mancate indagini sugli omicidi di donne mentre persisteva la tendenza a colpevolizzare le vittime. Ad aprile il Congresso ha approvato una nuova legge sul "femminicidio". La legge è stata accolta in maniera non omogenea dalle organizzazioni della società civile.

 

Impunità

A febbraio, il presidente ha annunciato che tutti gli archivi militari riguardanti le violazioni dei diritti umani commesse durante il conflitto armato interno sarebbero stati resi pubblici ma l'esercito si è rifiutato di farlo. A marzo, in un caso giudiziario avviato a carico di ex alti graduati dell'esercito per presunti crimini contro l'umanità, la Corte Costituzionale ha sentenziato che i documenti militari classificati avrebbero dovuto essere resi pubblici. A fine anno tali documenti non erano stati ancora pubblicati.

*Sei membri appartenenti a quelle che erano state le Pattuglie di autodifesa civile, gruppi paramilitari creati per affiancare l'esercito nelle azioni contro-insurrezionali durante il conflitto armato interno, sono stati ritenuti colpevoli dell'uccisione di 26 persone nel massacro di Río Negro, dipartimento di Baja Verapaz, nel marzo 1982. In quel massacro furono uccise 177 persone: 70 donne e 107 bambini.

*A luglio la Commissione interamericana dei diritti umani, ha inoltrato nuovamente alla Corte interamericana dei diritti umani il caso relativo al massacro avvenuto nel 1982 a Dos Erres, dipartimento di Petén, in quanto il governo non si era attenuto alla prima sentenza. Nel massacro furono uccise almeno 251 persone.

Una proposta di legge che istituisce una commissione incaricata di ricercare le vittime delle circa 45.000 sparizioni forzate avvenute durante il conflitto armato interno era ancora in attesa di approvazione da parte del Congresso.

 

Pena di morte

Durante l'anno quattro persone hanno avuto la loro condanna a morte commutata e non sono state pronunciate nuove condanne. A fine anno erano 15 le persone nel braccio della morte. Non vi sono state esecuzioni.

A febbraio il Congresso ha approvato un decreto che avrebbe potuto portare al ripresa delle esecuzioni. Il presidente ha posto il veto sul decreto a marzo.

A dicembre Il Guatemala si è astenuto alla votazione di una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

 

Rapporti di Amnesty International

Guatemala: Submission to the UN Universal Periodic Review: Second session of the UPR Working Group, 5-16 May 2008 (AMR 34/001/2008)

Guatemala: The refusal to grant the extraditions requested by Spain for crimes under international law (AMR 34/013/2008)

 
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