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Siria

Repubblica araba di Siria

Capo di Stato: Bashar al-Assad
Capo del governo: Muhammad Naji al-'Otri
Pena di morte: mantenitore
Popolazione: 20,4 milioni
Speranza di vita: 73,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 20/15‰
Alfabetizzazione adulti: 80,8%

  1. Contesto
  2. Prigionieri politici e prigionieri di coscienza
  3. Controterrore e sicurezza
  4. Sparizioni forzate e impunità
  5. Uccisioni illegali
  6. Libertà di espressione
  7. Tortura e altri maltrattamenti
  8. Violenza e discriminazione contro le donne
  9. Discriminazione - curdi
  10. Difensori dei diritti umani
  11. Pena di morte
  12. Rifugiati e richiedenti asilo
  13. Missioni e rapporti di Amnesty International

Lo stato di emergenza, in vigore dal 1963, ha continuato a conferire alle forze di sicurezza potere assoluto su arresti e detenzioni. Le libertà di espressione e di associazione sono rimaste sotto rigido controllo. centinaia di persone sono state arrestate e centinaia d'altre sono rimaste incarcerate per motivi politici, compresi prigionieri di coscienza e altri condannati al termine di processi iniqui. Tortura e altri maltrattamenti sono stati commessi nell'impunità; sono stati segnalati sette decessi avvenuti in conseguenza di ciò. Stando alle fonti, la polizia militare ha ucciso almeno 17 detenuti. Difensori dei diritti umani sono stati oggetto di vessazioni e persecuzioni. Membri della minoranza curda hanno affrontato discriminazioni; molti erano di fatto apolidi e pertanto si sono visti negare parità di accesso ai diritti sociali ed economici. Le donne hanno subito discriminazioni e violenza di genere. Sedici civili sono rimasti uccisi nell'esplosione di una bomba che i media di Stato hanno attribuito a un gruppo armato.

 

Contesto

Le relazioni diplomatiche con la Francia e l'UE sono migliorate, e Siria e Libano hanno concordato di ristabilire rapporti diplomatici tra i due Paesi. Il governo è stato impegnato in nuovi colloqui informali con Israele.

Il 26 ottobre, le forze statunitensi hanno attaccato un edificio di al-Sukkariyah, vicino al confine siriano con l'Iraq. Le autorità siriane hanno dichiarato che otto civili avevano perso la vita. Un portavoce militare statunitense ha affermato che era in corso un'inchiesta ma i suoi risultati non sono stati resi noti.

Un rapporto pubblicato il 19 novembre dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) afferma che non era stato possibile stabilire la natura di un sito in territorio siriano distrutto da un attacco israeliano nel settembre 2007.

 

Prigionieri politici e prigionieri di coscienza

Centinaia di persone sono state arrestate per motivi politici, comprese decine di prigionieri di coscienza. Altre centinaia di prigionieri politici, tra cui prigionieri di coscienza, sono rimasti incarcerati, e almeno due detenuti, Ziad Ramadan e Bahaa' Mustafa Joughel, erano trattenuti senza processo dal 2005. Decine sono finiti sotto processo davanti alla Corte suprema per la sicurezza di Stato (SSSC), la Corte penale o Corte militare, e tutte non hanno rispettato gli standard internazionali di equità processuale.

*Kamal al-Labwani, un prigioniero di coscienza che già stava scontando una condanna a 12 anni di carcere, è stato condannato a ulteriori tre anni di reclusione dalla Corte militare di Damasco il 23 aprile, per l'accusa di «trasmissione di notizie false o esagerate che potrebbero influenzare la morale del Paese», sulla scorta di alcune osservazioni che avrebbe pronunciato nella sua cella in carcere.

*Ad agosto, Nabil Khlioui e almeno altri 12 presunti islamisti, la maggior parte dei quali provenienti da Deir al-Zour, sono stati arrestati. A fine anno almeno 10 di loro rimanevano in detenzione in incommunicado senza accusa né processo.

*Il 15 agosto, Mesh'al al-Tammo è stato arrestato a causa delle sue attività in qualità di portavoce della non autorizzata Corrente futuro curdo. Egli è stato trattenuto in incommunicado per 12 giorni e accusato di «mirare a provocare la guerra civile o la lotta settaria», «cospirazione» e altri tre capi d'accusa comunemente formulati contro gli attivisti curdi. Se giudicato colpevole, potrebbe incorrere nella pena di morte.

*Il 29 ottobre, la Corte penale di Damasco ha ritenuto colpevoli 12 attivisti filo-democratici per «indebolimento del sentimento nazionale» e «trasmissione di notizie false o esagerate che potrebbero influenzare la morale del Paese». Essi sono stati condannati ciascuno a 30 mesi di reclusione per il loro coinvolgimento nella Dichiarazione di Damasco per il cambiamento democratico nazionale, una coalizione di partiti politici non autorizzati, organizzazioni per i diritti umani e attivisti filo-democratici trasversali al panorama politico. La dott.ssa Feda'a al-Horani, i già prigionieri di coscienza Akram al-Bunni e Riad Seif, e altre nove persone sono stati arrestati tra il 9 dicembre 2007 e il 30 gennaio e trattenuti inizialmente in incommunicado, periodo durante il quale almeno otto di loro sono stati presi a pugni al volto, a calci e schiaffeggiati e obbligati a firmare false confessioni.

*Il 7 agosto, 'Aref Dalilah, un ex economista universitario, è stato a sorpresa rilasciato in seguito a un'amnistia presidenziale. Egli aveva scontato sette anni della condanna a 10 anni di carcere, la maggior parte dei quali trascorsi in isolamento, per il suo coinvolgimento nella cosiddetta "Primavera di Damasco", un movimento filo-democratico pacifico. Egli versava in condizioni di salute sempre più precarie.

Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle detenzioni arbitrarie ha annunciato a maggio che la detenzione di Mus'ab al-Hariri era arbitraria poiché il processo a suo carico non era stato conforme in modo sostanziale agli standard internazionali sull'equo processo. Egli era stato arrestato all'età di 15 anni, trattenuto in incommunicado per oltre due anni e, stando alle fonti, torturato. Era stato in seguito condannato dalla SSSC nel giugno 2005 a sei anni di carcere per appartenenza, seppur in assenza di prove sostanziali, alla fuorilegge Fratellanza Musulmana. Malgrado i risultato del Gruppo di lavoro, le autorità non hanno intrapreso iniziative per porre rimedio alla situazione di Mus'ab al-Hariri.

Sempre a maggio, il Gruppo di lavoro ha annunciato di aver ritenuto che la carcerazione di Anwar al-Bunni, Michel Kilo e Mahmoud 'Issa era arbitraria poiché i tre erano stati giudicati colpevoli per aver legittimamente esercitato il loro diritti alla libertà di espressione e perché i processi a loro carico non avevano rispettato in modo sostanziale gli standard internazionali di equità processuale. L'avvocato Anwar al-Bunni era stato condannato a cinque anni di carcere nell'aprile 2007 per il suo legittimo lavoro svolto in difesa dei diritti umani, mentre Michel Kilo e Mahmoud 'Issa erano stati condannati a tre anni di reclusione nel maggio 2007 per il loro coinvolgimento nella Dichiarazione di Beirut-Damasco, una petizione firmata da circa 300 cittadini siriani e libanesi che chiedevano la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi. Il 15 dicembre, la Corte d'appello ha ribaltato la sua precedente decisione di novembre di rilasciare Michel Kilo e Mahmoud 'Issa.

Sempre lo stesso mese di maggio, il Gruppo di lavoro ha dichiarato di aver ritenuto la carcerazione di sette uomini arbitraria poiché essi erano stati giudicati colpevoli, al termine di un processo gravemente iniquo, per aver legittimamente esercitato il loro diritto alla libertà di espressione. Maher Isber Ibrahim e Tareq al-Ghorani sono stati condannati a sette anni di carcere e gli altri cinque a cinque anni nel giugno 2007 per coinvolgimento in un gruppo giovanile di discussione e per aver pubblicato articoli filo-democratici su Internet.

 

Controterrore e sicurezza

Persone scagionate dall'accusa di coinvolgimento in azioni terroristiche o collegate ad altri soggetti sospettati di coinvolgimento in questo tipo di azioni sono stati oggetto di detenzione arbitraria e in incommunicado.

*Basel Ghalyoun, il quale era stato rimpatriato forzatamente in Siria dalle autorità spagnole dopo che la Corte Suprema di Spagna lo aveva prosciolto dall'accusa di coinvolgimento negli attentati dinamitardi sui treni di Madrid del 2004, è stato detenuto al suo arrivo il 22 luglio. A fine anno si trovava ancora trattenuto in incommunicado.

*Muhammad Zammar, una vittima di sospetta rendition illegale in Siria da parte delle autorità statunitensi, è rimasto in carcere a scontare una condanna a 12 anni imposta dalla SSSC nonostante l'annuncio del Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite del giugno 2007 secondo cui la sua detenzione era arbitraria.

*Due donne, Usra al-Hussein e Bayan Saleh 'Ali, sono state arrestate rispettivamente il 31 luglio e il 4 agosto nel villaggio di al-'Otayba, a est di Damasco, e a fine anno si trovavano ancora detenute. Le autorità non hanno motivato il loro arresto ma secondo alcune fonti questo era riconducibile ai loro tentativi di comunicare con un'organizzazione internazionale in merito alle condizioni di detenzione del marito di Usra al-Hussein, Jihad Diab, trattenuto presso la base militare statunitense di Guantánamo Bay.

 

Sparizioni forzate e impunità

Della sorte di circa 17.000 persone, in maggioranza islamisti vittime di sparizioni forzate alla fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta, e di centinaia di libanesi e palestinesi detenuti in Siria o rapiti dal Libano dalle forze siriane o dalle milizie libanesi e palestinesi, non si è più saputo nulla. Ad agosto, i presidenti siriano e libanese hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si impegnano a esaminare il destino delle persone scomparse in Siria e in Libano.

*A marzo, Milad Barakat, un uomo libanese incarcerato in Siria da 16 anni, è stato rimpatriato in Libano, apparentemente in stato di shock. Funzionari della sicurezza libanesi lo avevano arrestato nel 1992 e consegnato alle autorità siriane, le quali lo avevano condannato a 15 anni di carcere per aver combattuto contro l'esercito siriano.

Il 30 settembre, il governo ha emanato il decreto legislativo n.69, che conferisce l'immunità dal perseguimento giudiziario a funzionari della sicurezza politica, della polizia e della dogana per reati commessi in servizio eccetto che nei casi in cui sia stato emesso un mandato dalla direzione generale dell'esercito o delle forze militari.

 

Uccisioni illegali

Attentati sono stati messi in atto da persone rimaste non identificate. Il 12 febbraio, 'Imad Mughniyah, un presunto comandante di spicco di Hezbollah libanese, è stato ucciso da un'autobomba a Damasco. Il 2 agosto, il generale di brigata Mohammad Suleiman, un alto funzionario della sicurezza, il quale era ritenuto essere il principale interlocutore siriano dell'IAEA, è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco a Tartous.

Un'autobomba fatta esplodere il 27 settembre nei pressi di un edificio delle forze di sicurezza a Damasco ha ucciso 17 persone, di cui 16 civili. Il 6 novembre la televisione di Stato ha mandato in onda "confessioni" dei presunti autori dell'attentato. A fine anno essi non erano stati ancora processati.

Nel contesto di disordini scoppiati nel carcere militare di Sednaya, vicino a Damasco, iniziati il 5 luglio, fonti hanno riferito che la polizia militare aveva ucciso almeno 17 detenuti e altre cinque persone. Le circostanze della violenza e la sorte di tutti i prigionieri sono rimaste poco chiare, in quanto le autorità non hanno annunciato se fossero state condotte indagini sulle uccisioni, né hanno fornito dettagli riguardanti le persone uccise o ferite, non permettendo alcuna visita al carcere o ai prigionieri dopo i suddetti eventi.

Il 14 ottobre, funzionari della sicurezza hanno aperto il fuoco su persone inermi ad al-Mishrefeh, nei pressi di Homs, uccidendo Sami Ma'touq e Joni Suleiman. Il procuratore militare ha annunciato un'inchiesta ma a fine anno i suoi risultati non erano stati resi noti. Soggetti non identificati avrebbero alterato la scena del crimine delle uccisioni il 20 ottobre, accrescendo i timori che una qualsiasi inchiesta sarebbe risultata inficiata.

 

Libertà di espressione

La libertà di espressione e tutti i mezzi di informazione sono rimasti sotto stretto controllo statale. Leggi punitive sono state impiegate contro quanti esprimevano il loro dissenso.

*Tariq Biasi, un blogger, è stato condannato a tre anni di carcere dalla SSSC l'11 maggio con l'accusa di «indebolimento del sentimento nazionale» e «diffusione di notizie false». Egli aveva postato commenti critici riguardo ai servizi di sicurezza su un sito web. Arrestato nel luglio 2007, è stato trattenuto in detenzione pre-processuale per 10 mesi.

*Habib Saleh, un attivista riformista e già prigioniero di coscienza, è stato arrestato a maggio e trattenuto in incommunicado per tre mesi, e poi processato davanti alla Corte penale di Damasco per varie accuse, tra cui «indebolimento del sentimento nazionale» e «per aver mirato a provocare la guerra civile o la lotta settaria». Le accuse scaturivano da articoli pubblicati su Internet in cui si chiedevano riforme governative e l'affermazione della democrazia. Se giudicato colpevole, potrebbe incorrere nella pena di morte.

*Karim 'Arabji, un blogger, era sotto processo davanti alla SSSC per l'accusa di «diffusione di notizie false». Questa si riferiva alla sua attività di moderatore del forum giovanile su Internet www.akhavia.net. In seguito al suo arresto nel giugno 2007, Karim 'Arabji, stando alle fonti, era stato trattenuto in prolungata detenzione in incommunicado durante la quale è stato torturato e altrimenti maltrattato.

*Secondo quanto riportato l'8 dicembre Fu'ad Shurbaji, caporedattore di una piccola televisione privata, era stato giudicato colpevole di «calunnia» e «diffamazione» di un funzionario statale delle telecomunicazioni e condannato a tre anni di reclusione.

 

Tortura e altri maltrattamenti

Detenuti hanno continuato a essere torturati e altrimenti maltrattati. Confessioni estorte sotto tortura sono state utilizzate come prove nelle aule dei tribunali. Fonti hanno riferito di sette decessi presumibilmente avvenuti in seguito ad abusi in custodia. Le autorità non sono intervenute per indagare le accuse di tortura.

 

Violenza e discriminazione contro le donne

Secondo quanto riferito, almeno 29 donne sono state uccise in nome "dell'onore" e i perpetratori di queste uccisioni, se perseguiti, hanno continuato a ricevere sentenze lievi ai sensi del codice penale. Difensori dei diritti delle donne hanno promosso campagne per una migliore protezione dalla violenza di genere e per porre fine alla discriminazione per legge nei confronti delle donne. A luglio, le autorità hanno dichiarato che stava per essere formata una commissione per redigere una legge contro la tratta di persone.

 

Discriminazione - curdi

Membri della minoranza curda, che costituisce circa il 10% della popolazione, hanno continuato a subire discriminazioni sulla base dell'identità, comprese restrizioni all'uso della lingua e della cultura curda. Decine di migliaia di curdi siriani rimanevano di fatto apolidi e pertanto si sono visti negare parità di accesso ai diritti economici e sociali.

Il 10 settembre, le autorità hanno emanato il decreto legislativo n.49. Questo prevede ulteriori restrizioni ai diritti abitativi e di proprietà nelle zone di confine, comprese quelle al confine nord-orientale a predominanza curda.

 

Difensori dei diritti umani

Le ONG sono rimaste operative, sebbene non ufficialmente autorizzate. Difensori dei diritti umani hanno continuato a essere oggetto di vessazioni. Gli avvocati Muhannad al-Hassani e Razan Zeitouneh figuravano tra gli almeno 20 difensori dei diritti umani cui era stato proibito di recarsi all'estero.

 

Pena di morte

La pena di morte è rimasta in vigore per una vasta gamma di reati. Almeno una persona giudicata colpevole di omicidio è stata messa a morte e il 1° aprile altre sette sono state condannate alla pena capitale per traffico di droga.

A dicembre la Siria ha votato contro una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per una moratoria mondiale sulle esecuzioni.

 

Rifugiati e richiedenti asilo

La Siria ha continuato a ospitare circa un milione di profughi iracheni. Alcuni di questi sono stati arrestati e rimpatriati forzatamente in Iraq per possesso di irregolari permessi di soggiorno o di lavoro o perché sospettati di lavorare per conto di organizzazioni internazionali. La Siria ha inoltre ospitato all'incirca 500.000 profughi palestinesi i quali risultavano residenti consolidati. Decine di migliaia di siriani sono rimasti sfollati a causa della perdurante occupazione del Golan da parte di Israele.

Richiedenti asilo ahwazi (arabi iraniani) sono rimasti esposti al rischio di rimpatrio forzato in Iran.

*Il 27 settembre, Ma'soumeh Ka'bi e i suoi cinque figli di età compresa tra i quattro e i 14 anni sono stati rimpatriati forzatamente in Iran, dove sono stati immediatamente detenuti.

 

Missioni e rapporti di Amnesty International

Una delegazione di Amnesty International ha visitato la Siria tra febbraio e marzo per esaminare la situazione dei profughi iracheni e per raccogliere informazioni riguardo alle violazioni dei diritti umani in Iraq.


Iraq: Rhetoric and reality - the Iraqi refugee crisis (MDE 14/011/2008)

Syria: Repressing dissent - pro-democracy activists on trial in Syria (MDE 24/024/2008)

 
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