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Albania

Repubblica d'Albania

Capo di Stato: Bamir Topi
Capo del governo: Sali Berisha
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 3,2 milioni
Speranza di vita: 76,2 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 24/20‰
Alfabetizzazione adulti: 98,7%

  1. Contesto
  2. Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali
  3. Sparizioni forzate
  4. Violenza contro donne e ragazze
  5. Tratta di esseri umani
  6. Tortura e altri maltrattamenti
  7. Condizioni carcerarie
  8. Diritti abitativi

La violenza domestica è risultata diffusa. Non è cessato il fenomeno della tratta di donne e bambini a scopo di prostituzione forzata o altre forme di sfruttamento. Si sono verificati episodi di tortura e altri maltrattamenti di detenuti nelle stazioni di polizia e nelle carceri. Le condizioni di detenzione per i prigionieri in attesa di giudizio e passati in giudicato si sono in alcuni casi configurate come trattamento inumano e degradante. Orfani adulti si sono visti negare il loro diritto legale a un'abitazione adeguata.

 

Contesto

I livelli di disoccupazione sono rimasti elevati, malgrado il continuo progresso economico. Si calcola che oltre il 18% della popolazione viva al di sotto della soglia nazionale al giorno. Questo settore della popolazione ha inoltre sofferto in misura maggiore di un limitato accesso all'istruzione, all'acqua, ai servizi sanitari e sociali.

Sono aumentati i procedimenti giudiziari per corruzione, ma hanno prevalentemente interessato funzionari di basso rango. La fiducia dell'opinione pubblica verso il sistema giudiziario è risultata bassa.

È stata avviata un'inchiesta dopo un'esplosione a marzo in un deposito dove venivano smantellate munizioni obsolete. Il ministro della Difesa è stato destituito e ha perso l'immunità mentre diversi funzionari del ministero della Difesa sono stati arrestati. L'esplosione ha provocato 26 morti, il ferimento di 300 persone e la distruzione o il danneggiamento di centinaia di case. L'episodio ha dato anche adito ad accuse di corruzione e commercio irregolare di armi.

 

Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali

Ad aprile, sono stati adottati emendamenti costituzionali, compresi cambiamenti al sistema elettorale. A novembre, è stato introdotto un nuovo sistema elettorale. Sono stati altresì varati emendamenti al codice penale relativi al rafforzamento della protezione per i minorenni e una legge sulla parità di genere finalizzata ad accrescere la rappresentanza delle donne nella vita pubblica.

 

Sparizioni forzate

*A maggio è iniziato il processo di quattro ex agenti dei Servizi di intelligence nazionale per accuse di rapimento e «tortura con conseguenze gravi» ai danni di tre uomini nel 1995. La sorte di una delle vittime, Remzi Hoxha, un albanese proveniente dalla Macedonia, è rimasta sconosciuta. Ilir Kumbaro, uno degli imputati, è stato processato in contumacia, ma a settembre un uomo ritenuto essere Ilir Kumbaro dalla polizia britannica è stato arrestato nel Regno Unito, e l'Albania ne ha chiesto l'estradizione. L'uomo ha negato di essere Ilir Kumbaro; a fine anno non si erano ancora conclusi gli accertamenti giudiziari da parte della corte britannica volti a stabilire l'identità dell'uomo e si attendeva un pronunciamento sulla richiesta di stradizione avanzata dall'Albania.

 

Violenza contro donne e ragazze

La violenza domestica è risultata diffusa e si ritiene colpisca circa un terzo delle donne. Nei primi nove mesi dell'anno, la polizia ha registrato 612 episodi di violenza domestica, sebbene si ritenga siano molti quelli non denunciati. Le autorità hanno intrapreso misure per aumentare la protezione delle vittime, la maggior parte delle quali sono donne.

Sono stati pochi i casi riguardanti violenza domestica perseguiti penalmente a meno che non implicassero minacce alla vita o avessero provocato gravi lesioni o morti. Ciononostante, le vittime hanno sempre più spesso cercato protezione dai loro aguzzini. Tra gennaio e settembre, secondo quanto riportato, la polizia ha assistito 253 vittime nella richiesta di ordini di protezione presso i tribunali ai sensi della legislazione civile adottata nel 2007. Tuttavia, le corti spesso non hanno emesso tali ordini in quanto le vittime ritiravano la denuncia o non si presentavano in tribunale.

 

Tratta di esseri umani

Donne e ragazze hanno continuato a essere trafficate a scopo di prostituzione forzata mentre minorenni sono stati trafficati per essere sfruttati come mendicanti, generalmente verso la Grecia e l'Italia. La protezione delle vittime ha continuato a essere debole, e la polizia si è frequentemente appoggiata sulle vittime stesse per denunciare la tratta. Durante l'anno, la Corte per i crimini gravi ha processato 30 persone per l'accusa di tratta di donne a scopo di sfruttamento sessuale e sei imputati incriminati per tratta di bambini.

*Allman Kera è stato condannato a giugno a 15 anni di carcere per aver trafficato sua moglie, una minorenne, in Kossovo ed averla quindi costretta a prostituirsi finché la donna non è riuscita a fuggire e l'ha denunciato.

*K.D. è stato incriminato a novembre per aver trafficato un bambino di nove anni in Grecia nel 2002 ed averlo quindi costretto a lavorare come mendicante. Secondo quanto è parso, i genitori del bambino lo hanno denunciato alla polizia quando questi non ha provveduto a inviare loro la somma mensile pattuita.

 

Tortura e altri maltrattamenti

Si sono avute segnalazioni secondo cui detenuti erano stati torturati o altrimenti maltrattati, solitamente nelle fase immediatamente successive all'arresto e durante l'interrogatorio. A ottobre, il ministro degli Interni ha dichiarato che, negli ultimi tre anni, 128 agenti di polizia erano stati denunciati dal Servizio ispettivo interno alla procura per "atti arbitrari" collegati all'impiego di violenza.

Tuttavia, un numero molto esiguo di casi sono approdati in tribunale. In generale, il procedimenti penale veniva avviato soltanto nel caso in cui la vittima sporgeva denuncia o su raccomandazione del Difensore civico. In una occasione, pubblici ministeri e giudici non hanno avviato indagini quando un imputato con segni di contusioni è stato condotto innanzi alla corte nell'udienza di rinvio a giudizio. Raramente, se non mai, i pubblici ministeri hanno formulato incriminazioni per tortura, preferendo invocare reati più lievi come "atti arbitrari", che di fatto sono generalmente sanzionati con l'imposizione di ammende.

A gennaio, le funzioni del meccanismo nazionale per la prevenzione della tortura con riferimento al Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, sono state affidate al Difensore civico. Nel corso di ispezioni a sorpresa in stazioni di polizia, il Difensore civico ha appreso, rendendoli pubblici, di diversi casi di maltrattamento della polizia. In seguito a una di queste ispezioni condotta a novembre, la polizia della città di Shkoder ha avviato un procedimento giudiziario a carico del Difensore civico, sostenendo che questi aveva messo a repentaglio una indagine facendo pubblicamente riferimento a due agenti di polizia giudiziaria e alla loro presunta vittima attraverso l'indicazione delle loro iniziali.

*A novembre, è stata aperta un'inchiesta nei confronti di un agente di polizia giudiziaria di Saranda per accuse di «impiego di violenza durante un'indagine». Secondo le accuse, l'agente aveva percosso Aristil Glluçaj, di 18 anni, mentre veniva interrogato il 6 novembre, provocandogli perdita di conoscenza. Il giovane è stato ricoverato in ospedale lo stesso giorno.

Sono state inoltre ricevute segnalazioni secondo cui detenuti erano stati maltrattati da guardie carcerarie. A febbraio, il Servizio ispettivo interno del ministero degli Interni ha indagato sulle denunce da parte di prigionieri detenuti presso le carceri di Peqin e Lezhё secondo cui le guardie li avevano maltrattati. L'indagine ha concluso che le denunce erano fondate e le guardie sono state sottoposte a provvedimento disciplinare.

 

Condizioni carcerarie

Le condizioni di detenzione in alcuni casi si sono configurate come trattamento inumano e degradante. Le cure mediche sono risultate inadeguate e prigionieri con malattie mentali generalmente non venivano separati dagli altri reclusi, ricevendo scarse cure specialistiche o non ricevendone affatto. I detenuti, anche dopo essere stati rinviati a giudizio o passati in giudicato, spesso sono rimasti nelle stazioni di polizia dove le condizioni erano generalmente moto precarie. Ciò si è verificato a causa di ritardi amministrativi e per mancanza di spazio nelle carceri. Ciononostante, si sono avuti alcuni miglioramenti delle condizioni di detenzione, e nella legislazione relativa ai diritti dei prigionieri e nel monitoraggio delle carceri.

Sono stati aperti tre nuovi istituti di pena ma nelle carceri è persistito il sovraffollamento; alla data di novembre, la popolazione carceraria nazionale era di 4.666 unità, circa 900 persone oltre la capacità. A giugno, il Difensore civico ha concluso che le condizioni di circa 120 detenuti trattenuti in guardiola nel sotterraneo del comando distrettuale di polizia di Korça costituivano trattamento inumano e degradante. La suddetta centrale di polizia poteva contenere soltanto 40 detenuti.

A ottobre a Korça è stata aperta una nuova prigione dove sono stati trasferiti detenuti in attesa di giudizio e prigionieri passati in giudicato. A novembre, il Comitato Helsinki albanese (AHC) ha criticato le condizioni presso il carcere di recente costruzione di Fushё-Krujё, citando in particolare l'umidità nelle celle al piano terra, la carenza di acqua corrente e le docce fuori servizio. L'AHC ha inoltre criticato le condizioni in antigieniche in cui erano tenute le donne delle carceri 302 e 313 di Tirana.

 

Diritti abitativi

Lo Stato ha continuato a non provvedere a dare attuazione alla legge interna che prevede che gli orfani, al completamento dell'istruzione secondaria superiore o al raggiungimento della maggiore età, sia data priorità di accesso a un'abitazione. Circa 300 adulti, già orfani minorenni, hanno continuato a condividere le loro stanze in alloggi fatiscenti e inadeguati, condizioni che ne hanno aggravato l'esclusione sociale. Dotati di scarse qualifiche, essi sono rimasti spesso disoccupati o si sono adattati a fare lavori saltuari in cambio di bassi salari, vivendo con i sussidi minimi statali. In base alla legge albanese, gli orfani registrati fino all'età dei 30 anni figurano tra i gruppi più vulnerabili per cui è prevista la priorità nell'assegnazione degli alloggi. Tuttavia, la limitatissima disponibilità di alloggi popolari non si avvicina neppure a soddisfare le necessità delle 45.000 famiglie che, stando ai rapporti, sono registrate come senzatetto.

 
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