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Austria

Repubblica d'Austria

Capo di Stato: Heinz Fischer
Capo del governo: Werner Faymann (subentrato a Alfred Gusenbauer a dicembre)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 8,4 milioni
Speranza di vita: 79,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/5‰

  1. Tortura e altri maltrattamenti
  2. Polizia e forze di sicurezza
  3. Rifugiati, richiedenti asilo e migranti
  4. Sistema giudiziario
  5. Missioni di Amnesty International

Non vi è stato alcun progresso nell'applicazione delle forme di tutela contro la tortura e altri maltrattamenti richieste da organismi europei e internazionali per i diritti umani. Le autorità non hanno provveduto a proteggere i diritti di richiedenti asilo e migranti.

 

Tortura e altri maltrattamenti

*A fine anno Bakary J., vittima di tortura, non aveva ancora ricevuto né un indennizzo né qualche altra forma di risarcimento. Il 7 aprile 2006, dopo un tentativo di espulsione non riuscito, egli fu percosso e sottoposto a una finta esecuzione. Nel settembre 2007 l'autorità disciplinare di appello aveva ridotto l'importo delle ammende imposte inizialmente ai quattro agenti processati per l'episodio, che erano comunque rimasti in servizio. Il 18 settembre 2008 la Corte amministrativa ha stabilito che la decisione dell'autorità disciplinare di appello era illegittima poiché non aveva tenuto in dovuta considerazione la «natura brutale» e «deliberata» della condotta degli agenti coinvolti.

 

Polizia e forze di sicurezza

Nonostante il ministero della Giustizia abbia sospeso, nel mese di febbraio, l'impiego nelle carceri delle armi a scarica elettrica in risposta alle crescenti preoccupazioni per il loro uso, nello stesso mese il ministero dell'Interno ha annunciato che, dopo un periodo di prova, tali armi sarebbero state utilizzate dalla polizia nelle operazioni di routine. Il decreto del ministero dell'Interno ha classificato le armi a scarica elettrica come innocue e non letali e non ha affrontato i pericoli del loro uso sproporzionato.

*Il richiedente asilo ceceno Ruslan A. è stato arrestato l'8 luglio presso la stazione di polizia della città di Böheimkirchen, per essere in seguito espulso con la moglie e il figlio in Polonia, Paese in cui aveva presentato domanda di asilo prima di giungere in Austria. Egli temeva, se rimandato in Polonia, di essere a rischio per la presenza in quel Paese di agenti dei servizi segreti russi. Fortemente traumatizzato dall'arresto, egli ha minacciato di suicidarsi se non gli fosse stato concesso di incontrare il proprio psicoterapeuta. Qualche tempo dopo, agenti a volto coperto della polizia speciale lo hanno colpito con un'arma a scarica elettrica dall'esterno della cella in cui era detenuto ed è stato quindi trasportato in ospedale. Il 28 luglio il tribunale per l'asilo ha ribaltato la decisione con cui era stata disposta l'espulsione in Polonia di Ruslan A. e della sua famiglia e ha stabilito che l'Austria doveva prendere in considerazione la sua richiesta di asilo.

 

Rifugiati, richiedenti asilo e migranti

Le autorità hanno continuato a sfruttare le lacune legislative per espellere migranti e richiedenti asilo senza tenere in dovuto conto né i loro legami familiari né la loro vita privata.

Nel mese di ottobre il ministero dell'Interno ha ridotto significativamente i finanziamenti per l'assistenza legale ai richiedenti asilo, che viene fornita solo da ONG.

 

Sistema giudiziario

*Gli avvocati difensori di dieci attivisti per i diritti degli animali hanno riferito che era stato loro negato l'accesso alla documentazione necessaria per contestare in modo efficace l'ordine di rinvio del processo a carico dei loro clienti. I dieci attivisti, arrestati e detenuti il 21 maggio, erano accusati di appartenere a un'organizzazione criminale volta a danneggiare la proprietà privata. Sono rimasti in stato di fermo fino al 2 settembre e quindi rilasciati in attesa del processo.

 

Missioni di Amnesty International

Delegati di Amnesty International si sono recati in Austria nei mesi di marzo, aprile e maggio.

 
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