Capo di Stato e di governo: Mahinda Rajapaksa
Pena di morte: abolizionista de facto
Popolazione: 19,4 milioni
Speranza di vita: 71,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 14/12‰
Centinaia di migliaia di civili sono risultati sfollati a causa dei combattimenti in corso nel nord e nell'est del Paese. Alla data di novembre, decine di migliaia di famiglie si trovavano intrappolate nella regione di Wanni senza cibo e riparo adeguati e privi di servizi igienici e cure mediche sufficienti in quanto il governo aveva chiuso l'accesso alle Nazioni Unite e ad altro personale umanitario. Gruppi armati alleati del governo si sono resi responsabili di uccisioni illegali e sparizioni forzate. Le Tigri Tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam - LTTE) hanno preso deliberatamente di mira civili nel sud del Paese in una serie di attacchi succedutisi durante l'intero corso dell'anno. Il governo non ha saputo affrontare il problema dell'impunità per le passate violazioni dei diritti umani e ha continuato a compiere sparizioni forzate. Il governo ha anche arrestato e detenuto in maniera crescente e senza accusa persone di etnia tamil. In tutto il Paese difensori dei diritti umani e giornalisti hanno riportato crescenti casi di aggressioni, comprese minacce di morte.
A gennaio, il governo si è formalmente ritirato dall'Accordo di cessate il fuoco del 2002 con le LTTE mentre la Missione di monitoraggio per Sri Lanka è partita dal Paese. Resoconti indipendenti sulla situazione nelle zone di conflitto sono divenuti rari in quanto l'accesso da parte dei media, delle Nazioni Unite e delle agenzie umanitarie è stato ristretto.
Nel mese di maggio Sri Lanka non è stato rieletto al Consiglio per i diritti umani.
A luglio, il conflitto si è spostato nella regione nord-orientale di Wanni, causando lo sfollamento di oltre 300.000 persone, in maggioranza tamil, compresi 30.000 bambini rimasti intrappolati tra le forze di sicurezza di Sri Lanka in avvicinamento e le LTTE, le quali hanno imposto limitazioni alla loro capacità di allontanarsi dalla regione facendoli diventare loro malgrado una sorta di vivaio dove attingere nuove reclute e manovalanza.
Il 9 settembre, il governo ha ordinato alle Nazioni Unite e a ONG di lasciare la regione di Wanni. Tuttavia, a partire dal 29 di settembre, il governo ha consentito ad alcuni operatori internazionale delle Nazioni Unite di accompagnare i convogli di derrate alimentari nella regione di Wanni ma l'accesso degli aiuti umanitari è rimasto estremamente limitato. A causa di queste restrizioni, le popolazioni sfollate hanno affrontato enormi difficoltà come mancanza di un riparo e accesso limitato a cibo e medicinali. Decine di migliaia di famiglie sono state costrette a vivere all'aperto durante la stagione delle piogge a novembre.
Il governo ha altresì mantenuto la chiusura dell'autostrada A9, l'unica via di accesso alla Penisola di Jaffna. La chiusura ha gravemente limitato l'accesso ai rifornimenti umanitari da parte dei civili residenti a Jaffna.
Il governo si è sempre più spesso servito dell'alleanza dei gruppi armati per attuare la propria strategia anti-insurrezionalista. Alla sessione di giugno del Consiglio per i diritti umani, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie ha espresso preoccupazione per l'estensivo affidamento del governo sull'attività di gruppi paramilitari per mantenere il controllo nell'est del Paese, e in minor misura a Jaffna, osservando che era comprovato che questi gruppi si erano resi responsabili di esecuzioni extragiudiziali.
Il Tamil Makkal Vidulthalai Pulikal (TMVP), attivo nelle province orientali, ha continuato a compiere uccisioni illegali, presa di ostaggi a scopo di riscatto, reclutamento di bambini-soldato e sparizioni forzate.
Secondo quanto riportato, il Partito democratico del popolo Eelam (EPDP), attivo nella Penisola di Jaffna e l'Organizzazione di liberazione popolare Tamil Eelam, attiva nel distretto di Vavuniya, si sono resi responsabili di uccisioni illegali e sparizioni forzate.
Le LTTE hanno compiuto in maniere crescente attacchi contro civili. Secondo il Comitato internazionale della Croce Rossa, nelle prime sei settimane dell'anno sono stati uccisi 180 civili e quasi 270 sono rimasti feriti in una serie di attacchi ad autobus civili, stazioni ferroviarie e a singole persone a Colombo, Dambulla, Kebhitigollewa, Madhu, Okkampitiya e Welli Oya e Anuradhapura.
Le LTTE hanno imposto un rigido sistema di passaggio, impedendo a migliaia di famiglie della regione di Wanni di spostarsi verso zone più sicure. Le LTTE hanno inoltre cercato di fare in modo che le famiglie facessero realmente ritorno nelle zone da loro controllate, costringendo alcuni familiari a rimanere indietro.
Le LTTE hanno punito quanti opponevano resistenza al reclutamento nelle loro fila trattenendoli in centri di detenzione. Nelle zone della regione di Wanni controllate dalle LTTE si è avuto un aumento del reclutamento di bambini-soldato.
Le sparizioni forzate hanno continuato a far parte di uno schema di abuso apparentemente collegato con la strategia anti-insurrezionallista messa in atto dal governo. Sparizioni forzate sono state segnalate nel nord e nell'est del Paese così come in zone in precedenza non colpite dal fenomeno come Colombo e il sud del Paese. Molte sparizioni forzate hanno avuto luogo all'interno di zone altamente sicure e durante le ore del coprifuoco.
*Sebastian Goodfellow, un autista dell'agenzia di aiuti Norwegian Refugee Council, è stato visto per l'ultima volta il 15 maggio 2008. Si sospetta che un gruppo armato operante con il tacito sostegno delle forze di sicurezza governative lo abbia rapito.
A giugno e dicembre, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate o involontarie ha espresso preoccupazione per l'elevato numero di casi recenti di sparizioni forzate.
Le forze di sicurezza di Colombo hanno arrestato un numero crescente di tamil ai sensi di normative di emergenza in operazioni di accerchiamento e perquisizioni. Oltre un migliaio di tamil si trovavano in detenzione senza processo; alcuni erano in custodia da diversi anni. A settembre, la polizia ha ordinato a tutti i tamil che erano giunti dal nord e dall'est del Paese negli ultimi cinque anni di registrarsi presso le autorità. I tamil in possesso di carte di identità nazionali del nord e dell'est hanno avuto maggiori probabilità di essere arrestati.
Le indagini sulle violazioni dei diritti umani compiute dai militari e dalla polizia sono risultate in stallo e i casi giudiziari non sono avanzati in quanto i testimoni si sono rifiutati di farsi avanti per timore di rappresaglie.
Ad aprile, il Gruppo indipendente internazionale di persone eminenti incaricato di sovrintendere l'ultima Commissione d'inchiesta presidenziale (COI) relativa a 16 casi di gravi violazioni dei diritti umani ha terminato la propria missione affermando che la COI non era stato in grado di indagare i casi in maniera efficace e indipendente in linea con gli standard internazionali. La mancanza di un concreto sistema di protezione dei testimoni è stata messa in evidenza dalla COI.
A luglio, Sri Lanka ha rigettato la raccomandazione espressa da almeno 10 Stati durante la sua Revisione periodica universale presso il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani di istituire un meccanismo indipendente di monitoraggio sui diritti umani, in cooperazione con l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, malgrado le endemiche disfunzioni del proprio sistema di giustizia penale.
*Il 7 ottobre, Vinayagamoorthi Muralitharan, noto anche come Karuna, ha prestato giuramento in Parlamento. In quanto comandante militare del TMVP, e già comandante militare delle LTTE, Karuna è sospettato di gravi violazioni dei diritti umani e crimini di guerra, compreso il rapimento di adolescenti a scopo di reclutamento come bambini-soldato, e di aver torturato, catturato come ostaggi e ucciso centinaia di civili. In merito alle suddette accuse non è stata condotta alcuna inchiesta ufficiale.
Giornalisti hanno subito aggressioni fisiche, rapimenti, intimidazioni, vessazioni e sparatorie per mano sia di personale governativo sia di membri di gruppi armati. Giornalisti e lavoratori dei media nel nord e nell'est del Paese sono risultati particolarmente a rischio. Dal 2006, a Jaffna sono stati uccisi nove tra giornalisti e lavoratori dei media.
*Il 23 maggio, Keith Noyar, direttore di Nation è stato rapito dalla sua abitazione di Colombo in cui è stato fatto tornare il giorno successivo dopo essere stato percosso. Egli non ha parlato pubblicamente di ciò che gli era successo dopo il rapimento.
*Il 28 maggio, il giornalista Paranirupasingam Devakumar, di 36 anni, di Vaddukoddai, Jaffna, è stato mutilato a morte a Navanthurei da aggressori non identificati mentre tornava a casa nella città di Jaffna. Paranirupasingam Devakumar stava lavorando a un'inchiesta giornalistica sugli abusi compiuti dall'EPDP; era l'ultimo reporter rimasto a Jaffna a lavorare per conto di un notiziario televisivo.
*Il giornalista e prigioniero di coscienza Jayaprakash Sittampalam Tissainayagam si trovava detenuto a Colombo dal 7 marzo. Si ritiene sia trattenuto in relazione ad alcuni articoli di stampa da lui scritti riguardanti la situazione dei diritti umani nella Provincia orientale. Sebbene non sia stato inizialmente accusato di alcun reato, ad agosto egli è stati formalmente incriminato presso l'Alta Corte di Colombo ai sensi della legislazione anti-terrorismo per incitamento all'odio razziale. A dicembre, la Corte Suprema ha sentenziato che una presunta confessione ottenuta mentre era in detenzione presso la Divisione investigativa sul terrorismo era stata spontanea e ammissibile come prova agli atti nel processo a suo carico nonostante egli avesse sostenuto che la confessione era stata resa in seguito a tortura e altri maltrattamenti.
Difensori dei diritti umani hanno continuato a essere attaccati e minacciati. Associazioni nazionali per i diritti umani hanno riportato un aumento delle minacce al loro personale, in particolare verso coloro che lavoravano nel nord e nell'est del Paese.
*Il 27 settembre, l'avvocato per i diritti umani J.C. Weliamuna e la sua famiglia sono scampati a un attentato dinamitardo nella loro abitazione di Colombo.
Nessun delegato di Amnesty International ha ottenuto l'autorizzazione ufficiale per visitare il Paese.
Sri Lanka: Silencing Dissent (ASA 37/001/2008)
Sri Lanka: Submission to the UN Universal Periodic Review - Second session of the UPR Working Group, 5-16 May 2008 (ASA 37/003/2008)
Sri Lanka: Further information on arbitrary detention: Jayaprakash Sittampalam Tissainayagam (ASA 37/019/2008)
Sri Lanka: LTTE, government endangering lives of tens of thousands of newly displaced around Wanni, 14 agosto 2008
Sri Lanka: Karuna's presence in Parliament a travesty of justice, 7 ottobre 2008
Sri Lanka: Sri Lankan government must act now to protect 300,000 displaced, 19 novembre 2008