Capo di Stato: Horst Köhler
Capo del governo: Angela Merkel
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 82,5 milioni
Speranza di vita: 79,1 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 5/5‰
Come negli anni passati, la Germania non ha provveduto ad affrontare le violazioni dei diritti umani commesse nell'ambito della "guerra al terrore" condotta dagli Stati Uniti d'America, in particolare per il coinvolgimento nelle rendition (trasferimenti illegittimi di persone sospette tra Paesi). In violazione ai propri obblighi secondo il diritto internazionale, ancora una volta la Germania ha considerato le rassicurazioni diplomatiche un mezzo appropriato per i casi di espulsione in cui le persone respinte possono essere esposte al rischio di gravi violazioni dei diritti umani. I migranti irregolari hanno continuato a essere privati dei loro diritti economici, sociali e culturali.
A settembre il procuratore federale ha affermato che le prove ottenute in "circostanze dubbie" in un Paese straniero possono essere usate, seppur con cautela, in un procedimento penale, soprattutto per prevenire attentati terroristici.
Oltre a dichiarare che l'onere della prova spetta totalmente all'imputato, il procuratore federale ha anche sostenuto che le prove ottenute in modi vietati dagli standard tedeschi potrebbero essere impiegate per dare inizio a un'indagine penale. Egli non ha escluso le prove ottenute attraverso la tortura.
Nel mese di ottobre il ministero dell'Interno ha proposto una bozza di regolamento sulla legge per gli stranieri. Il regolamento prevedeva l'uso di rassicurazioni diplomatiche per eliminare il pericolo di tortura o altro trattamento crudele, inumano o degradante nei confronti di chi veniva rimandato nel Paese di origine. Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani hanno ritenuto tali rassicurazioni contrarie agli obblighi internazionali contro la tortura assunti dalla Germania.
Due cittadini tunisini continuavano a essere a rischio di espulsione poiché il ministero federale dell'Interno ha ritenuto le rassicurazioni fornite dal governo di Tunisi sufficienti a eliminare i pericoli che i due uomini avrebbero corso al momento del rimpatrio. A fine anno la revisione giudiziaria dei casi era ancora in corso. In marzo sono state chiuse le indagini penali volte a provare il coinvolgimento di uno dei due uomini in attività legate al terrorismo.
Nel mese di giugno la commissione parlamentare ha terminato le indagini preliminari sul coinvolgimento delle autorità tedesche nel programma di rendition condotto dagli Stati Uniti. Né il governo né i servizi segreti hanno manifestato la volontà di cooperare efficacemente con la commissione. I ritardi e le mancanze delle autorità nel fornire alcuni dei documenti richiesti dalla commissione ne hanno gravemente ostacolato le indagini.
Il procuratore speciale della commissione ha rivelato che i cittadini egiziani Ahmed Agiza e Mohammed El Zari furono sottoposti a rendition e consegnati all'Egitto nel dicembre 2001 attraversando lo spazio aereo tedesco e che uno degli aerei segreti della CIA, a bordo del quale vi era il cittadino egiziano Abu Omar, rapito in Italia nel febbraio 2003, durante il volo verso l'Egitto fece scalo nella base aerea di Ramstein. Le autorità tedesche non hanno introdotto misure per impedire l'effettuazione di future rendition sul proprio territorio e spazio aereo.
A giugno il procuratore di Tubinga ha terminato le indagini sui presunti maltrattamenti subiti da Murat Kurnaz a opera di membri del commando delle forze speciali tedesche (Kommando Spezialkräfte - mentre era in custodia degli Stati Uniti in Afghanistan nel 2002. L'inchiesta è stata chiusa per mancanza di prove, sebbene il procuratore abbia riconosciuto l'attendibilità della testimonianza di Murat Kurnaz. Le autorità statunitensi hanno respinto la richiesta del procuratore di convocare a testimoniare il personale dell'esercito degli Stati Uniti. Per le stesse ragioni è stata chiusa a settembre l'analoga inchiesta parlamentare. Tuttavia, alcuni membri dei partiti di opposizione hanno dimostrato l'esistenza di valide prove a sostegno della denuncia di Murat Kurnaz contro i soldati tedeschi.
Sempre a giugno il cittadino tedesco Khaled el-Masri ha sporto querela per costringere il governo a ottenere l'estradizione di 13 cittadini statunitensi sospettati di averlo trasferito illegalmente in Afghanistan. Un tribunale di Monaco aveva emesso i mandati di estradizione nel gennaio 2007, ma questi non erano mai stati consegnati al governo statunitense.
Il 14 maggio, con una procedura di asilo accelerata messa in atto all'aeroporto di Francoforte, le autorità per l'immigrazione hanno rimpatriato con la forza i cittadini eritrei Yonas Haile Mehari e Petros Aforki Mulugeta dopo che le loro richieste d'asilo erano state respinte come manifestamente infondate. All'arrivo in Eritrea entrambi gli uomini sono stati arrestati. Il 20 luglio sono strati trasferiti alla prigione di Adi Abeto. Il 30 luglio Petros Aforki Mulugeta è stato trasferito al carcere di Wia. Yonas Haile Mehari, considerato dalle autorità un disertore, è stato trasferito presso la sua unità militare dove era a rischio di tortura e altri maltrattamenti.
Amnesty International ha criticato l'approccio discriminatorio nell'accoglimento dei rifugiati iracheni. Nel mese di aprile il ministro dell'Interno ha suscitato polemiche dichiarando che soltanto gli iracheni di fede cristiana sarebbero stati ammessi in Germania. Dopo un dibattito pubblico, tale politica è stata modificata per renderla applicabile a tutte le minoranze religiose in generale e a ogni altro rifugiato iracheno vulnerabile. Tuttavia, nel mese di luglio la cancelliera Merkel, su richiesta del primo ministro dell'Iraq, ha fermato i preparativi per l'ammissione di rifugiati iracheni, ottenendo allo stesso tempo una decisione per una nuova destinazione all'interno dell'UE. A seguito delle conclusioni del Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni dell'UE tenutosi a novembre, nel mese di dicembre il ministro dell'Interno tedesco ha acconsentito ad accogliere in Germania 2.500 rifugiati iracheni di gruppi particolarmente vulnerabili provenienti da Giordania e Siria.
Tutte le istituzioni pubbliche, incluse gli enti di assistenza sociale, devono fornire per legge alle autorità le informazioni di cui vengano in possesso sull'identità di qualunque migrante irregolare. Questa norma restringe l'accesso dei migranti all'assistenza sanitaria e il diritto a ricorrere a un giudice in caso di violazione dei loro diritti sindacali, nonché la possibilità per i bambini di accedere all'istruzione.
* Il 5 marzo un uomo, A. Ö., è deceduto in ospedale dopo essere entrato in coma il 17 febbraio nella stazione di polizia di Hagen dove era stato immobilizzato faccia a terra. La procura ha concluso le indagini stabilendo che la forza impiegata dalla polizia era stata proporzionata, sebbene fin dal 2000 gli agenti di polizia siano stati addestrati a non immobilizzare una persona faccia a terra per il pericolo di asfissia.
Nel mese di dicembre il tribunale regionale di Dessau ha prosciolto due agenti di polizia dall'accusa di omicidio per negligenza di Oury Jalloh, morto nel 2005 per shock da calore a causa dello scoppio di un incendio nella sua cella. Nel formulare le motivazioni della sentenza, la corte ha duramente criticato le testimonianze di gran parte degli agenti di polizia chiamati a deporre al processo.
A differenza degli anni scorsi, il governo ha attivamente sostenuto la bozza di Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali e ha votato in favore della sua adozione all'Assemblea Generale delle Nazioni unite il 10 dicembre 2008.
State of denial: Europe's role in rendition and secret detention (EUR 01/003/2008)
Germany: Submission to the UN Universal Periodic Review - Fourth sessions of the UPR Working Group of the Human Rights Council, February 2009 (EUR 23/004/2008)