Capo di Stato: Kurmanbek Bakiev
Capo del governo: Igor Chudinov
Pena di morte: abolizionista per i reati ordinari
Popolazione: 5,4 milioni
Speranza di vita: 65,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 69/58‰
Alfabetizzazione adulti: 98,7%
Nuove disposizioni di legge hanno gravemente limitato i diritti alle libertà di religione e di riunione. Rifugiati e richiedenti asilo dell'Uzbekistan hanno continuato a essere esposti al rischio di rapimento e di rimpatrio forzato.
Uno degli inverni più rigidi mai conosciuti da vari decenni nella regione dell'Asia Centrale ha messo in ginocchio infrastrutture vitali, lasciando vaste aree del Paese ad affrontare gravi difficoltà di approvvigionamento energetico e alimentare. A novembre le Nazioni Unite hanno lanciato un appello di emergenza pari a 20 milioni di dollari USA per fornire cibo, riparo e forniture energetiche aggiuntive.
A novembre il Parlamento ha approvato una nuova legge restrittiva della religione. Il documento legislativo mette al bando ogni attività religiosa non registrata e rende molto difficile per le minoranze religiose richiedere una registrazione ufficiale. Un piano d'azione nazionale per combattere la «diffusione dell'estremismo religioso» lanciato a gennaio è parso prendere di mira membri del partito islamista al bando Hizb-ut-Tahrir.
*A novembre, un tribunale ha emesso verdetto di colpevolezza nei confronti di 32 persone, tra cui un ragazzo 17enne e due donne, per aver invocato il rovesciamento dell'ordine costituzionale, e li ha condannati a pene detentive variabili dai nove ai 20 anni. Le accuse secondo cui essi sarebbero stati torturati per costringerli a confessare non sono state prese in considerazione dalla corte. Essi sono stati accusati di essere membri di Hizb-ut-Tahrir e di aver preso parte alle violente manifestazioni verificatesi nella cittadina di Nookat il 1° ottobre. Secondo quanto riferito, decine di abitanti si sono scontrati con la polizia dopo che le tradizionali celebrazioni musulmane del Eid-al-fitr erano state cancellate. I loro familiari hanno sostenuto che i 32 non erano membri di Hizb-ut-Tahrir, e che la polizia era ricorsa a un uso eccessivo della forza per disperdere gli abitanti, anche picchiando donne e bambini con i manganelli. Secondo quanto riportato, i dimostranti hanno gettato pietre e mattoni contro i poliziotti.
A luglio la Corte Costituzionale ha sentenziato che le restrizioni sul diritto di manifestare inserite in una bozza di legge approvata dal Parlamento a giugno erano incostituzionali. Ciononostante, il presidente Bakiev l'ha convertita in legge, firmandola ad agosto. La nuova legge conferisce alle autorità locali il diritto di negare l'autorizzazione a manifestare per una vasta serie di motivazioni. Secondo quanto riferito, un attivista per i diritti umani è stato ripetutamente detenuto durante l'anno per aver intrapreso azioni di protesta pacifica davanti agli uffici del governo a Bishkek.
Rifugiati e richiedenti asilo dell'Uzbekistan hanno continuato a essere a rischio di rimpatrio forzato o di rapimento da parte dei servizi di sicurezza uzbeki operanti in alcuni casi in collaborazione con le loro controparti kirghize. Coloro che abbandonavano il Paese incorrevano in gravi violazioni dei diritti umani in Uzbekistan. Si teme che almeno un richiedente asilo sia stato rapito. Il Servizio immigrazione ha continuato a non accordare lo status di rifugiato ai richiedenti asilo.
*A luglio, il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite ha ritenuto che il Kirghizistan aveva commesso gravi infrazioni dei propri obblighi in riferimento al Protocollo opzionale al Patto internazionale sui diritti civili e politici per aver rimpatriato con la forza quattro richiedenti asilo in Uzbekistan nel 2006 in dispregio della richiesta avanzata dal Comitato per misure ad interim di protezione per i quattro uomini.
*Erkin Kholikov, un richiedente asilo uzbeko, è stato estradato in Uzbekistan a maggio nonostante la sua domanda di asilo fosse in attesa di esame presso un tribunale. Egli era stato detenuto in Kirghizistan nell'agosto 2007 ed è stato condannato a quattro anni di carcere nel marzo 2008 per occultamento di reato e attraversamento illegale del confine.
*Non sono stati registrati progressi significativi nelle indagini relative all'omicidio del giornalista indipendente di etnia uzbeka e redattore Alisher Saipov, avvenuto nell'ottobre 2007. A giugno, la famiglia di Alisher Saipov aveva chiesto pubblicamente al presidente Bakiev di mantenere la sua promessa di sovrintendere personalmente all'inchiesta e di assicurare che i presunti responsabili fossero assicurati alla giustizia senza indugio. A novembre, il ministero degli Affari Interni ha dichiarato che l'omicidio di Alisher Saipov non era collegato alla sua attività di giornalista. Alisher Saipov si era spesso occupato di questioni delicate, come la situazione in Uzbekistan e, stando alle fonti, aveva ricevuto minacce anonime. Parte dei media uzbeki avevano condotto una campagna in cui la sua attività giornalistica veniva denunciata come un attacco allo Stato uzbeko.
Summary of Human Rights Concerns in Central Asia, March 2007-March 2008 (EUR 04/001/2008)
Kyrgyzstan: A year after the murder of Alisher Saipov - no closer to the truth (EUR 58/001/2008)