Capo di Stato: Vladimir Voronin
Capo del governo: Zinaida Greceanîi (subentrato Vasile Tarlev a marzo)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 3,8 milioni
Speranza di vita: 68,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 12/17‰
Alfabetizzazione adulti: 99,1%
Sono giunte costantemente segnalazioni di tortura e altri maltrattamenti mentre i responsabili di queste azioni hanno continuato a godere dell'impunità. È stata varata una nuova legge migliorativa della libertà di espressione, ma le prassi comunemente applicate non si sono mantenute al passo con questi cambiamenti. Organismi internazionali hanno osservato che determinati gruppi erano oggetto di discriminazione, mentre atti di matrice razzista non sono stati adeguatamente perseguiti.
Il 14 marzo il Parlamento ha approvato una legge che potrebbe contribuire a prevenire la tortura e ad arginare l'impunità nei casi di tortura e altri maltrattamenti. Tra i cambiamenti introdotti, si citano emendamenti al codice penale che obbligano l'istituzione presso cui la presunta vittima è stata detenuta a provare che all'interno della stessa non siano state perpetrate tortura e altri maltrattamenti. In precedenza l'onere della prova spettava alle vittime, le quali dovevano dimostrare che erano state torturate o altrimenti maltrattate.
A marzo è divenuto operativo il Consiglio consultivo presso l'Ufficio del Difensore civico parlamentare, cui spetta controllare i luoghi di detenzione in riferimento agli obblighi assunti dalla Moldova con il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Tuttavia, permanevano preoccupazioni che il Consiglio non fosse adeguatamente finanziato o sufficientemente indipendente dall'Ufficio del Difensore civico parlamentare. Sono giunte costanti segnalazioni di tortura e altri maltrattamenti in custodia di polizia.
*A febbraio, secondo quanto citato, i fratelli Vasiliu e Petru Livadari sono stati percossi dal personale del carcere di Cricova a causa dei loro reclami per il trattamento e le condizioni subite in carcere. Dopo che avevano presentato reclamo presso il Difensore civico, secondo quanto riportato, essi sono stati minacciati di essere picchiati a morte. Su istanza del Difensore civico, i due prigionieri sono stati spostati, ma i magistrati giunti nel carcere di Cricova per indagare le accuse hanno cercato di dissuadere i due fratelli dal sporgere denuncia. Il 6 marzo il ministero della Giustizia, che ha giurisdizione sugli istituti di pena in Moldova, ha dichiarato che Vasiliu e Petru Livadari erano stati trasferiti in un ospedale penitenziario in cui venivano prestate loro cure mediche, ma che non vi erano prove che erano stati maltrattati. Tuttavia, la Procura generale ha annunciato il 4 aprile che due agenti di custodia erano stati accusati di tortura ai sensi dell'art.309/1 del codice penale. A fine anno il caso era ancora in corso.
I perpetratori di tortura e altri maltrattamenti hanno continuato a godere dell'impunità a causa di un sistema viziato e inefficace di condurre le indagini, e per mancanza di volontà politica di perseguire i responsabili.
*A febbraio, Viorica Plate ha informato Amnesty International che lei e il suo avvocato erano stati oggetto di vessazioni da parte della polizia. Viorica Plate era stata torturata da agenti di polizia a Chişinău nel maggio 2007, e il 1° novembre 2007 due degli agenti furono condannati a sei anni di carcere e uno a una sentenza con sospensione della pena. La donna ha accusato di essere stata molestata dagli agenti che erano stati giudicati colpevoli di averla torturata, e ha affermato che due di loro non erano detenuti. Il 6 marzo la Procura generale ha comunicato che gli agenti in questione non si trovano detenuti in quanto avevano presentato appello contro la loro sentenza e che non era stato ritenuto necessario adottare misure cautelari per proteggere Viorica Plate.
*Il 23 giugno, la procura di Chişinău ha nuovamente respinto una richiesta di aprire un fascicolo in riferimento alle accuse di tortura avanzate da Sergei Gurgurov. Questi avrebbe sostenuto di aver riportato lesioni al cranio e alla colonna vertebrale per mano della polizia di Chişinău nell'ottobre 2006, a seguito delle quali era rimasto permanentemente disabile.
Il 22 febbraio il Parlamento moldovo ha approvato una nuova legge sugli assembramenti che è entrata in vigore il 22 aprile. La nuova legge, redatta al termine di lunghe consultazioni con la società civile, rappresenta un passo significativo verso una maggiore libertà di espressione in Moldova. Gli organizzatori di eventi pubblici sono tenuti a informare le autorità locali dell'evento, ma non è più richiesto loro di ottenerne il permesso, e i raduni di meno di 50 persone possono aver luogo spontaneamente senza notifica. La legge stabilisce inoltre che i raduni possano essere vietate soltanto da un tribunale. Tuttavia, nonostante queste progressiste disposizioni, la polizia e le autorità locali hanno continuato a limitare la libertà di espressione. Secondo uno studio condotto da una ONG, Centro di risorse per i diritti umani, la presenza della polizia alle manifestazioni, il numero di fermi e il ricorso alla forza da parte della polizia erano aumentati dall'entrata in vigore della legge. Persone hanno visto negata la possibilità di manifestare pacificamente o sono state detenute per brevi periodi nel caso in cui avessero partecipato a manifestazioni, sebbene la maggior parte dei procedimenti avviati dalla polizia non abbiano trovato convalida in tribunale.
*L'8 maggio, l'ufficio del sindaco di Chişinău ha vietato una manifestazione di attivisti per i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT). L'ONG Genderdoc-M aveva informato l'ufficio del sindaco in merito alla sua intenzione di manifestare davanti al Parlamento a favore di una nuova legge anti-discriminazione. In una notifica scritta l'ufficio del sindaco ha dichiarato che le organizzazioni religiose, gli studenti e i residenti della capitale avevano reagito in modo negativo alla manifestazione in programma e «avevano accusato le minoranze sessuali di aggressività e violazione dei valori spirituali e morali». Pertanto, «al fine di evitare tensioni all'interno della società», era necessario vietare il programmato evento pubblico per la protezione dei manifestanti. Quando gli attivisti sono giunti davanti al Parlamento in autobus l'11 maggio, essi sono stati circondati da all'incirca 300 contro-manifestanti facinorosi, i quali hanno loro impedito di scendere dall'autobus. Astanti hanno riferito che pochissimi agenti di polizia erano presenti sulla scena e che, nonostante il montare della tensione, non avevano intrapreso alcuna azione per proteggere gli attivisti LGBT, i quali sono stati costretti ad abbandonare la zona. Nessuno è rimasto ferito.
*Il 30 aprile, Oleg Brega dell'organizzazione per la libertà di espressione Hyde Park è stato detenuto dalla polizia per aver protestato pacificamente e da solo nel centro di Chişinău in occasione dell'anniversario della fondazione del servizio radiotelevisivo di Stato. La polizia ha cercato di impedirgli di protestare e lo ha accusato di teppismo. L'8 maggio il tribunale lo ha condannato a tre giorni di reclusione per aver bestemmiato in pubblico. Suo fratello Ghenadie Brega è stato multato per aver protestato in pubblico contro la detenzione di Oleg Brega. Questi è stato prosciolto dalla Corte d'appello il 27 maggio.
Il 29 aprile la Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza ha pubblicato il suo terzo rapporto sulla Moldova, e il 16 aprile il Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale ha pubblicato le sue osservazioni conclusive con riferimento dal 5° al 7° rapporto periodico della Moldova. Entrambi gli organi hanno espresso preoccupazione che la legislazione vigente che vieta l'incitamento all'odio razziale, nazionale e religioso non trovasse applicazione, che alle organizzazioni di minoranza etnica musulmana fosse negata la registrazione e che gli atti di discriminazione, anche di tipo razziale da parte della polizia, non venissero perseguiti in maniera adeguata.
A giugno il ministero della Giustizia ha fatto circolare una bozza di legge sulla prevenzione e la lotta alla discriminazione allo scopo di raccogliere contributi da parte della società civile. La nuova legge si basava sugli standard internazionali con un taglio progressista per l'inserimento dell'apporto della società civile nella stesura della legge. Tuttavia, questa risultava concentrata sull'obbligo negativo a non discriminare e non comprendeva il dovere positivo di promuovere l'uguaglianza.
L'11 febbraio, il presidente Voronin ha presentato una bozza di legge per la ratifica da parte del Parlamento dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Tuttavia, i progressi verso la ratifica hanno continuato a essere lenti. La Moldova aveva firmato lo Statuto di Roma nel 2000, ma fino al 2006 il ministero della Giustizia non aveva ancora redatto una legge di ratifica. Il 2 ottobre 2007 la Corte Costituzionale ha sentenziato che la Moldova poteva ratificare lo Statuto di Roma senza che fosse necessario apportate emendamenti alla Costituzione.