Capo di Stato: Danilo Türk
Capo del governo: Borut Pahor (subentrato a Janez Janša a novembre)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 2 milioni
Speranza di vita: 77,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/6‰
Alfabetizzazione adulti: 99,7%
I diritti di migliaia di persone che furono eliminate dal registro dei residenti permanenti nel 1992 (conosciuti anche come "i cancellati") hanno continuato a essere violati. Membri delle comunità rom sono incorsi in costanti discriminazioni, anche nell'accesso all'istruzione.
I Socialdemocratici hanno vinto le elezioni parlamentari di settembre, e hanno dato vita alla formazione di una colazione di governo a novembre comprendente membri dei Socialdemocratici, il Partito Zares, il Partito democratico dei pensionati della Slovenia e la Democrazia liberale della Slovenia. Borut Pahor, dei Socialdemocratici, è stato nominato primo ministro.
Le autorità hanno continuato a non garantire i diritti di un gruppo di residenti permanenti conosciuto come "i cancellati". Un anno dopo la dichiarazione di indipendenza della Slovenia nel 1991, più di 18.000 persone furono eliminate illegalmente dal registro dei residenti permanenti. Si trattava di persone originarie di altre ex repubblica iugoslave, molte delle quali di etnia rom, le quali vivevano in Slovenia ma che non avevano acquisito la cittadinanza slovena dopo l'indipendenza. Il provvedimento fu discriminatorio in quanto i cittadini di ex repubbliche iugoslave furono trattati in maniera meno favorevole di altri cittadini stranieri il cui status di residenza permanente era stato invece accordato in maniera automatica.
A seguito della "cancellazione", molti residenti permanenti furono espulsi con la forza dalla Slovenia. Molti altri persero il lavoro, fu loro negato l'accesso all'istruzione e il diritto a un servizio sanitario omnicomprensivo. La questione dei "cancellati" è stata al centro di un acceso dibattito politico nel periodo antecedente le elezioni parlamentari di settembre.
La Commissione affari costituzionali del Parlamento ha avviato una discussione relativa alla bozza di una legge costituzionale sui "cancellati". La bozza legislativa, che era stata presentata dal governo nel 2007, avrebbe mantenuto il trattamento discriminatorio nei confronti dei "cancellati". Il documento avrebbe fornito nuovi fondamenti legali per azioni discriminatorie da parte delle autorità, compresa la possibilità di ribaltare decisioni individuali volte a ripristinare la residenza permanente. La legge non ripristina lo status di residenza permanete dei "cancellati", declina la responsabilità dello Stato per la "cancellazione" ed esclude in maniera esplicita la possibilità di riparazione, compresi indennizzi per le violazioni dei diritti umani subite dai "cancellati".
Durante l'anno sono state avviate procedure di espulsione contro singole persone "cancellate", sebbene non siano state condotte espulsioni.
Le autorità non hanno riconosciuto la natura discriminatoria della "cancellazione", e non hanno dato attuazione a due precedenti decisioni della Corte Costituzionale che avevano ritenuto la "cancellazione" illegale e anti-costituzionale.
Le autorità non hanno provveduto a condurre una indipendente e completa valutazione del cosiddetto "modello-Bršljin", designato per consentire agli alunni che necessitano di insegnamento separato di recuperare e di rientrare nelle classi ordinarie. Malgrado il dichiarato obiettivo, il modello potrebbe prestarsi a favorire la segregazione in quanto alcune delle classi di recupero erano composte esclusivamente da rom. Le autorità non hanno fornito alcuna prova che alunni rom traessero al contrario beneficio dalle classi di recupero.
Le autorità non hanno inoltre provveduto a sottoporre a pubblica consultazione, anche tra le comunità rom, i progetti per lo sviluppo del modello Bršljin. Amnesty International ha ottenuto accesso a informazioni specifiche riguardanti la valutazione del modello soltanto dopo aver avviato un ricorso amministrativo presso il commissario statale per l'informazione pubblica.
Durante l'anno per gli alunni non erano disponibili né programmi scolastici o materie di insegnamento nelle lingue rom, né la cultura rom si rifletteva in maniera omnicomprensiva nelle materie di insegnamento.
Slovenia: Amnesty International's Briefing to the United Nations Human Rights Council 9th Session September 2008 (EUR 68/001/2008)