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I casi della campagna

Immagine dello stadio nazionale di Pechino
Stadio nazionale di Pechino ŠTee Meng

Bu Dongwei, attivista Falun Gong, condannato a due anni e mezzo di "rieducazione attraverso il lavoro" in relazione alle sue attivitā di seguace del movimento spirituale Falun Gong.

Shi Tao, giornalista arrestato il 14 dicembre 2004 e condannato a 10 anni di prigione con l'accusa di "divulgazione illegale di segreti di Stato a soggetti stranieri". 

Ye Guozhu, attivista per il diritto all'abitazione accusato di "disturbo dell'ordine pubblico" e condannato a quattro anni di carcere per aver organizzato una manifestazione pacifica contro gli sfratti forzati.

Chen Guangcheng, attivista contro la pianificazione familiare forzata condannato nell'agosto 2006 a quattro anni e tre mesi di reclusione, per "danneggiamento di proprietā pubblica e assembramento di persone per bloccare il traffico".

 

Lettera aperta al Congresso nazionale del popolo: abolite la pena di morte!

Il 27 febbraio 2008, la Coalizione mondiale contro la pena di morte (Wcadp) e la Rete asiatica contro la pena di morte (Adpan), organismi abolizionisti di cui fa parte Amnesty International, hanno diffuso una lettera aperta al Congresso nazionale del popolo, il parlamento cinese, in vista della sessione dal 5 al 16 marzo, per chiedere ai legislatori cinesi di adottare misure concrete verso l'abolizione della pena di morte.

"I Giochi olimpici di Pechino potranno lasciare un'ereditā positiva solo se finirā il record mondiale di esecuzioni della Cina" - si legge nella lettera aperta. Con l'approssimarsi delle Olimpiadi, mentre gli occhi di tutto il mondo sono rivolti alla Cina, la Wcadp e l'Adpan chiedono alle autoritā di Pechino di guidare il cammino verso l'abolizione della pena di morte, assecondando la tendenza mondiale, e di istituire una moratoria sulle esecuzioni.