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Iran: aumentata la repressione sulle attiviste della Campagna per l'uguaglianza

Data di pubblicazione dell'appello: 06.03.2010

Appello speciale 8 marzo 2010

Status dell'appello: chiuso

©Campaign for Equality, photo by R. Asgarizadeh
©Campaign for Equality, photo by R. Asgarizadeh

10 aprile 2010 - Grazie alle 3442 persone che hanno firmato l'appello sul nostro sito. vi terremo aggiornati sull'evoluzione del caso.
 
In Iran, le attiviste e gli attivisti della Campagna per l'uguaglianza sono perseguitati dalle autorità perché chiedono di porre fine alla discriminazione legalizzata contro le donne.

La negazione di eguali diritti per le donne iraniane lascia molte di esse senza protezione dalla violenza domestica e da un adeguato accesso alla giustizia.

Le attiviste iraniane della Campagna per l'uguaglianza vengono regolarmente arrestate dalle forze dell'ordine e le loro attività bandite perché chiedono una riforma del sistema giuridico discriminatorio verso le donne. L'obiettivo della campagna è quello di accrescere il livello di consapevolezza tra le persone e di coinvolgerle nella protesta contro le disuguaglianze nel sistema legislativo. In questi ultimi anni, oltre 50 attiviste sono state arrestate ed è stato impedito loro di lasciare l'Iran. Il sito internet della campagna è stato ripetutamente oscurato dalle autorità statali.

 

Nel 2008 Parvin Ardalan, Nahid Keshavarz, Jelveh Javaheri e Maryam Hosseinkhah sono state condannate a sei mesi di prigione per avere scritto articoli sul sito internet della Campagna e di altre organizzazioni per i diritti delle donne. Attualmente sono libere in attesa del processo di appello contro le loro condanne.

Fatemeh Masjedi e Maryam Bidgoli, due attiviste della Campagna per l'uguaglianza si trovano in detenzione dal 7 maggio 2009. Le due donne avevano recentemente indagato su un "delitto d'onore", avvenuto a Qom, che aveva attirato l'attenzione delle autorità. Masjedi è stata arrestata a Karaj in seguito ad una perquisizione della sua abitazione da parte dei servizi di sicurezza che hanno confiscato alcuni suoi beni. Bidgoli è stata arrestata a Qom lo stesso giorno. Il loro avvocato, Shadi Sadr, crede che il loro arresto sia illegale poiché non è stato loro mostrato un mandato di arresto, né è stata fornita loro alcuna motivazione.