
Amnesty International ha chiesto a tutti gli organismi delle Nazioni Unite di agire immediatamente e in modo coordinato per attuare le raccomandazioni emerse dal rapporto della Missione Goldstone sulle violazioni del diritto internazionale commesse a Gaza e nel sud d'Israele tra dicembre 2008 e gennaio 2009.
"Il Consiglio Onu dei diritti umani deve fare proprio il rapporto e le sue raccomandazioni e chiedere al Segretario generale di trasmetterlo al Consiglio di sicurezza" - ha dichiarato Donatella Rovera, che ha guidato le indagini di Amnesty International sul conflitto a Gaza e in Israele. "Il Consiglio di sicurezza e altri organismi delle Nazioni Unite devono prendere tutti i provvedimenti necessari per garantire che le vittime ricevano la giustizia e la riparazione dovute e che i responsabili dei crimini non rimangano impuniti".
Nonostante le evidenti prove relative ai crimini di guerra e ad altre gravi violazioni del diritto internazionale emerse durante e dopo il conflitto, sia Israele che Hamas non hanno condotto indagini credibili e sottoposto a procedimenti i responsabili. Il Consiglio di sicurezza ha condannato gli attacchi contro i civili nel corso del conflitto e ha sollecitato ambo le parti al rispetto del diritto internazionale ma finora ha chiuso gli occhi sui crimini di guerra e su altre gravi violazioni dei diritti umani commesse su entrambi i fronti.
"Ora la comunità internazionale, e in particolare il più potente organismo dell'Onu, il Consiglio di sicurezza, ha il dovere di prendere tutte le misure necessarie affinché le vittime abbiano giustizia e i responsabili siano puniti" - ha aggiunto Rovera. "Se Israele e Hamas non svolgeranno indagini serie entro un periodo stabilito e breve di tempo, il Consiglio di sicurezza dovrà trasmettere le conclusioni del rapporto Goldstone al procuratore della Corte penale internazionale".
La Missione di accertamento dei fatti diretta dal giudice Goldstone, istituita dal Consiglio Onu dei diritti umani, ha reso note le sue raccomandazioni in un rapporto di 575 pagine diffuso martedì 15 settembre. Sia le forze armate israeliane che i gruppi armati palestinesi si sono resi responsabili, secondo il rapporto, di gravi violazioni dei diritti umani, tra cui crimini di guerra e possibili crimini contro l'umanità.
Le conclusioni del rapporto riecheggiano quelle delle missioni di ricerca svolte da Amnesty International sui 22 giorni di conflitto, nel corso del quale sono stati uccisi circa 1400 palestinesi e nove israeliani. La maggior parte dei palestinesi uccisi dalle forze israeliane erano civili non armati e almeno 300 di essi erano bambini. I razzi lanciati dai palestinesi hanno ucciso tre civili israeliani e sei soldati, mentre altri quattro militari israeliani sono stati uccisi dal "fuoco amico". Le forze israeliane hanno inoltre condotto attacchi sconsiderati e su larga scala, riducendo in rovina intere zone di Gaza e hanno usato palestinesi come scudi umani.
Amnesty International ha accolto con soddisfazione le raccomandazioni della Missione Goldstone sottolineando che, se verranno attuate, rafforzeranno la speranza di ottenere giustizia per le vittime e punizioni per i responsabili. L'organizzazione sollecita:
Le principali conclusioni della Missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti, guidata dal giudice Richard Goldstone, sono le seguenti:
FINE DEL COMUNICATO Roma, 16 settembre 2009
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