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Iran, prevista un'unità per i "crimini sul web"

(17 novembre 2009)

Teheran, giugno 2009: manifestazione post elettorale
Teheran, giugno 2009: manifestazione post elettorale © APGraphicsBank

La notizia che il governo iraniano progetta di creare una "cyber polizia" per combattere i "crimini" su Internet dimostra che è sempre più intenso l'attacco alla libertà di espressione in Iran, ha affermato Amnesty International.
 
Secondo quanto riferito dagli organi di stampa iraniani, si sta istituendo una speciale unità, che riferisce al procuratore capo, per perlustrare il web alla ricerca di persone "che diffondono bugie" e "insulti" contro il sistema.
 
Per Amnesty International questo è un tentativo di soffocare il dissenso, intimidire l'opposizione politica ed estendere il clima di repressione online.
 
Da lungo tempo in Iran, il dissenso politico viene represso ricorrendo a una legislazione formulata in termini vaghi e giornalisti e blogger vengono condannati a pene detentive per aver criticato il governo.
 
Già si è provveduto a filtrare la rete per assicurarsi che il pubblico non avesse modo di conoscere punti di vista diversi da quelli ritenuti accettabili dal governo. Questo ha creato un tangibile clima di repressione dopo le contestate elezioni di giugno, obbligando i giornalisti online ad autocensurarsi per non essere arrestati e, con molta probabilità, anche torturati.
 
Nei giorni successivi alle elezioni, una frangia della Guardia rivoluzionaria ha accusato i blogger e i siti Internet di promuovere la "ribellione" e ha minacciato un giro di vite nei loro confronti.
 
Maggiori informazioni sono disponibili online