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Guatemala: rapporto di Amnesty International sulle uccisioni da parte della polizia

CS150: 15/12/2009

Corpi di due membri di bande criminali trovati in un quartiere di Guatemala City, 1 giugno 2006
Corpi di due membri di bande criminali trovati in un quartiere di Guatemala City, 1 giugno 2006 © AP/PA Photo/Sandra Sebastian

In un nuovo rapporto diffuso oggi, Amnesty International ha condannato l'operato delle autoritą del Guatemala, che non svolgono indagini approfondite sulle uccisioni extragiudiziali in cui sono coinvolti agenti di polizia. L'organizzazione per i diritti umani continua a ricevere segnalazioni di uccisioni di persone, spesso di giovane etą, incensurate o sospettate di aver commesso reati.

"Nonostante le ripetute segnalazioni e inchieste da parte di organismi locali e internazionali per i diritti umani, si tratta di un problema costante" - ha dichiarato Kerrie Howard, vicedirettrice del Programma Americhe di Amnesty International. "Il governo del Guatemala deve prendere in seria considerazione le denunce e avviare indagini approfondite e tempestive".

Gli organi d'informazione e le autoritą guatemalteche definiscono frequentemente queste uccisioni extragiudiziali come operazioni di "pulizia sociale", destinate a "ripulire" la societą da persone sospettate di essere coinvolte in attivitą criminali.

Amnesty International chiede al governo del Guatemala di rispettare i suoi obblighi di diritto internazionale relativi al diritto alla vita e di sottoporre a processo i responsabili delle violazioni di tale diritto.

Il Guatemala presenta tassi assai alti di crimine violento, ma una percentuale di condanne molto bassa. Si stima che il 98 per cento dei casi di omicidio nel paese rimanga irrisolto.

Amnesty International ha ricevuto numerose notizie di persone che, dopo essere entrate in contatto con la polizia, non sono pił state viste vive. I corpi delle vittime, in alcuni casi persino tredicenni, vengono ritrovati per lo pił in discariche o in terreni abbandonati, con le mani legate dietro la schiena, strangolati o con molti segni di colpi di arma da fuoco esplosi da distanza ravvicinata. Le indagini vengono spesso aperte dopo mesi, un lasso di tempo nel corso del quale la maggior parte delle prove per identificare i responsabili finisce per essere persa.

Chiedendo la fine delle esecuzioni extragiudiziali ad opera della polizia, l'organizzazione per i diritti umani fa presente come finora non sia stata assunta alcuna seria iniziativa per portare i responsabili di queste violazioni a rispondere del loro operato.

 

FINE DEL COMUNICATO                                                                Roma, 15 dicembre 2009

Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

 
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