
Grazie alle 2740 persone che hanno firmato in favore di Navid. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione della sua storia.
Navid Khanjani, membro di due organizzazioni iraniane per i diritti umani, è stato condannato a 12 anni di carcere il 31 gennaio 2011. Ha presentato appello, ma la data dell'udienza non è stata ancora fissata. Se incarcerato, sarà considerato prigioniero di coscienza, detenuto unicamente a causa delle sue pacifiche attività in favore dei diritti umani.
Navid Khanjani è membro sia del Comitato reporter dei diritti umani (Chrr) e dell'Associazione contro la discriminazione nell'istruzione (Aode). È stato arrestato a Esfahan, nell'Iran centrale, il 2 marzo 2010. Il 20 dicembre 2010 è stato sottoposto a un processo iniquo presso la sezione 26 del Tribunale rivoluzionario di Teheran. È stato condannato a 10 anni di carcere a causa del suo lavoro con l'Aode e cinque per quello col Chrr. Sarebbe stato condannato ad altri tre anni di carcere per "aver creato inquietudine nell'opinione pubblica" e per "propaganda contro il sistema". In totale è stato condannato a 12 anni di reclusione, dopo che il giudice ha deciso di ricorrere alla "misericordia islamica".
Durante la sua detenzione, Navid Khanjani ha trascorso tra i 23 e 25 giorni in isolamento, è stato picchiato nel corso dell'interrogato e dopo essere stato bendato, un funzionario del carcere ha tentato di soffocarlo perché si era rifiutato di rendere una "confessione" mentre veniva ripreso da una telecamera. L'iniquo processo si è basato su accuse che non costituiscono reati internazionalmente riconoscibili. Inoltre, Navid ha potuto accedere a un legale di sua scelta solo poco prima del processo. L'udienza si è tenuta a porte chiuse, alla quale hanno potuto partecipare solo i funzionari della sicurezza in borghese e l'avvocato. È stato il 3 maggio 2010 rilasciato dietro pagamento di una cauzione di circa 75.000 euro.
Kouhyar Goudarzi è detenuto senza accusa né processo fin dal suo arresto nel dicembre 2009. Nel febbraio 2010, Kouhyar Goudarzi ha raccontato ai parenti che il personale dell'intelligence gli stava facendo pressione affinché confessasse. Egli è stato accusato di essere collegato al Pmoi e quindi di moharebeh (comportamento ostile a Dio), un reato che può portare alla pena di morte. Attualmente è in isolamento dopo aver protestato per il trattamento di alcuni prigionieri. I primi di maggio, le autorità hanno fissato la sua cauzione a 70.000 dollari Usa, ma da allora non vi è stato alcun progresso verso la sua liberazione. Altri due membri del Chrr detenuti sono stati liberati. Saeed Haeri è stato rilasciato intorno al 13 marzo 2010 e Navid Khanjani il 3 maggio.