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L'Egitto ponga fine alle uccisioni di migranti alla frontiera con Israele

(8 febbraio 2010)

Amnesty International ha chiesto nuovamente alle autorità egiziane di intervenire nei confronti delle proprie forze di sicurezza, che alla frontiera con Israele sono state protagoniste della peggiore settimana di sangue dal settembre 2009. Nella settimana dal 1° al 7 febbraio sono stati uccisi quattro migranti, che non potevano rappresentare alcuna minaccia. Dall'inizio dell'anno i migranti uccisi dai militari egiziani sono in tutto cinque e altri due sono stati feriti in modo grave.
 
Nel 2009 i migranti uccisi erano stati almeno 19, di cui quattro in un solo giorno, l'8 settembre. Una settimana dopo, il governo del Cairo aveva replicato alle proteste di Amnesty International che i controlli alla frontiera venivano svolti "nel rispetto del diritto internazionale e degli impegni assunti a livello internazionale". 
 
L'uso della forza letale alla frontiera è iniziato intorno alla metà del 2007 e potrebbe essere dipeso anche dalle pressioni del governo israeliano su quello egiziano affinché venisse ridotto il flusso di migranti intenzionati a entrare nel territorio d'Israele senza autorizzazione.
 

(10 settembre 2009) Egitto, altri quattro migranti uccisi al confine con Israele