L'8 marzo 1857 a New York, centinaia di operaie delle aziende tessili manifestarono per ottenere migliori condizioni lavorative, riduzione dell'orario di lavoro e parità di diritti tra uomini e donne. Cinquantuno anni dopo, l'8 marzo 1908, 15mila operaie tessili marciarono di nuovo a New York chiedendo, questa volta, il diritto di voto, la chiusura definitiva delle cosiddette "fabbriche del sudore" e l'abolizione del lavoro minorile. Oggi la Giornata internazionale delle donne è ricordata in tutto il mondo, è celebrata dalle Nazioni Unite e in molti paesi è considerata festa nazionale.
Nell'ultimo secolo lo scenario relativo ai diritti delle donne è mutato drasticamente. Le donne sono diventate protagoniste attive dei processi decisionali e hanno realizzato significativi passi avanti verso l'eguaglianza economica. Sempre più numerosi sono i trattati internazionali giuridicamente vincolanti che proteggono e promuovono i loro diritti eppure le donne continuano a essere vittime di violenza e discriminazione.

In ogni parte del mondo, le vittime di stupro e di violenza sessuale si vedono negare l'accesso alla giustizia, a causa della discriminazione di genere e di pregiudizi sul loro comportamento sessuale.
In Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, le donne hanno raggiunto buoni livelli di uguaglianza di genere in molti ambiti della loro vita eppure lo stupro e altre forme di violenza sessuale rimangono un'allarmante realtà che devasta, ogni anno, la vita di migliaia di donne e ragazze. Le donne incontrano numerose barriere nelle leggi e nelle procedure e a causa delle norme stereotipate relative al comportamento sessuale di uomini e donne.
Firma l'appello "Paesi scandinavi: aumentare la protezione delle donne dallo stupro!"
In Bosnia ed Erzegovina, a oltre 14 anni dalla fine del conflitto (1992-1995), le donne vittime di stupro e di altre forme di violenza sessuale non hanno ancora ricevuto giustizia. Le autorità hanno ampiamente fallito nell'assicurare un'adeguata riparazione alle sopravvissute. Vi sono profonde lacune nelle leggi e nel modo in cui esse discriminino le donne vittime di violenza sessuale. Firma l'appello "Bosnia ed Erzegovina: donne in attesa di giustizia"

La negazione di eguali diritti per le donne lascia molte di esse senza protezione dalla violenza e senza un adeguato accesso alla giustizia. In Iran, le attiviste e gli attivisti della Campagna per l'uguaglianza sono perseguitati dalle autorità perché chiedono di porre fine alla discriminazione legalizzata contro le donne.
Firma l'appello "Iran: aumenta la repressione per le attiviste della campagna per l'uguaglianza"
In Nepal la violenza sulle donne è un fenomeno molto diffuso e le donne che lottano in difesa dei diritti umani e contro ogni forma di violenza sono ancora vittime di molestie e intimidazioni da parte di attori statali e non.
Firma l'appello "Neapl: consulente sanitaria minacciata di morte"
La violenza contro le donne rimane una delle più gravi e invasive barriere all'uguaglianza di genere. I governi devono prevenire, indagare e punire gli atti di violenza e garantire l'accesso delle donne alla giustizia e a rimedi effettivi per la violenza che hanno subito. A livello internazionale occorre un organismo stabile e forte delle Nazioni Unite che possa garantire il pieno e concreto godimento dei diritti umani da parte delle donne. La campagna globale sulla Gender Equality Reform Architecture chiede che la nuova agenzia dell'Onu per le donne abbia risorse, personale e autorità per fare davvero la differenza nella vita delle donne di ogni parte del mondo. Firma la petizione internazionale

La discriminazione e la violenza contro le donne vanno per mano, contribuendo alla negazione del diritto delle donne alla salute. I costumi, la cultura e la religione insieme alla povertà costituiscono ancora oggi un ostacolo per l'accesso delle donne ai processi politici. Non è permesso loro di farsi sentire e decidere delle loro vite, incluso se e quando essere madri. La battaglia per il controllo sulla vita delle donne si gioca in modo ancora più decisivo sulla questione dell'aborto.
In Nicaragua il divieto assoluto di abortire, in vigore a luglio 2008, mette in pericolo la vita delle donne e delle ragazze, negando loro trattamenti salvavita, impedendo agli operatori sanitari di fornire cure mediche efficaci e contribuendo all'aumento della mortalità materna.
Firma l'appello "per la salute delle donne in Nicaragua"
Nella Repubblica popolare cinese una nota attivista da 10 anni è perseguitata dalle autorità per il suo lavoro in difesa dei diritti riproduttivi delle donne e a causa dell'ostinazione con cui non intende rispettare le norme sulla pianificazione familiare. Non sono mai state svolte indagini approfondite sulle minacce e sulle torture subite.
Firma l'appello "Cina: ancora nessuna giustizia per Mao Hengfeng"
Una vita libera dalla violenza è un diritto umano! La mobilitazione per combattere gli abusi sulle donne può avere successo. Negli ultimi anni, il movimento internazionale delle donne e le organizzazioni che lavorano per i loro diritti hanno ottenuto risultati significativi e solo lavorando insieme a questo obiettivo è possibile aumentare ulteriormente le conquiste fatte e fare in modo che le leggi e le politiche volte a tutelare i diritti delle donne siano pienamente attuate.