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Kenya: più di 50.000 persone a rischio di sgombero forzato!

Data di pubblicazione dell'appello: 19.04.2010

Status dell'appello: chiuso

AU 80/10 - AFR 32/004/2010

Mercato lungo la linea ferroviaria di Nairobi, Kenya©Amnesty International
Mercato lungo la linea ferroviaria di Nairobi, Kenya©Amnesty International

Grazie alle 1627 persone che hanno firmato l'appello sul nostro sito. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione del caso.
 
Le autorità keniote stanno predisponendo lo sgombero forzato di oltre 50.000 persone, molte delle quali vivono in insediamenti abitativi precari lungo la linea ferroviaria del paese, soprattutto nella capitale Nairobi. Lo sgombero permetterà l'ampliamento della ferrovia, ma lascerà tutte queste persone senza un rifugio.
 

Il 21 marzo 2010 la Kenya Railwais, la compagnia statale proprietaria delle ferrovie, ha diffuso un annuncio sulla stampa, avvisando le persone che vivono o lavorano nelle baracche presenti lungo la ferrovia che sarebbero stati denunciati se non avessero abbattuto e abbandonato le loro abitazioni entro 30 giorni. Uno sgombero forzato di così ampia portata comporterà, probabilmente, un uso eccessivo della forza da parte della polizia o di chiunque lo eseguirà. Saranno distrutte le case degli abitanti degli insediamenti abitativi precari e i banchi che usano per le loro attività commerciali.

 

Le persone colpite dall'ordine di sgombero, che vivono e lavorano sulle terre destinate al progetto, che si estendono per circa 30 metri su entrambi i lati della linea ferroviaria, hanno vissuto in questi luoghi per diversi anni. Trenta giorni sono pochi per trovare una sistemazione alternativa dove vivere. Poiché il governo non ha offerto loro un'abitazione alternativa o altre opzioni di riallocazione, queste persone probabilmente perderanno case, proprietà e guadagni. Il loro accesso ad acqua potabile, a impianti igienici e alle cure mediche, già precario, sarà gravemente compromesso.

In base al diritto internazionale dei diritti umani, inclusi i trattati di cui il Kenya è stato parte, gli sgomberi possono essere presi in considerazione solo come soluzione estrema, una volta che ogni possibile alternativa sia stata vagliata attraverso un'effettiva consultazione con le comunità coinvolte. I governi hanno l'obbligo di assicurare che nessuno sia lasciato senzatetto o esposto ad altre violazioni dei diritti umani in conseguenza di uno sgombero.

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