
Grazie alle 5874 persone che hanno firmato questo appello. Vi terremo aggiornati sull'evoluzione della situazione.
Necessitiamo di un grande aiuto finanziario. Ne abbiamo bisogno per costruire queste infrastrutture... per avere un adeguato sistema di raccolta del sangue. In alcuni ospedali l'approvvigionamento di acqua è totalmente inadatto e non c'è sufficiente elettricità...Per me questa è una grave violazione dei diritti umani delle donne. Abbiamo perso molte persone."
Sia Koroma, moglie del presidente della Sierra Leone
Simethy Sesay ha avuto diverse complicazioni quando è entrata in travaglio nell'agosto 2008. Essendo impossibile contattare e raggiungere l'ospedale per mancanza di ambulanze e mezzi di comunicazione, suo marito Satanay ha chiesto in prestito del denaro dal fondo del villaggio per noleggiare un taxi.
Simethy è arrivata in ospedale dopo 40 minuti. Qui le hanno detto di aspettare, perché il dottore era impegnato in un intervento, e di comprare il sapone, le lamette per il rasoio, le medicine e un litro e mezzo di sangue dal costo di circa 50.000 leoni (10 euro circa). Satanay ha acquistato un litro di sangue e tutto il necessario, spendendo 150.000 leoni (30 euro circa).
Il dottore, presentatosi sei ore dopo il suo arrivo, le ha riferito di essere esausto, visto che lavorava da tre giorni senza sosta. Simethy è stata trasferita in un altro ospedale e le hanno chiesto di pagare 180.000 leoni (circa 45 euro) per la benzina per l'ambulanza. Condotta immediatamente in sala operatoria, Simethy ha dato alla luce un bambino. È rimasta in ospedale per una settimana pagando 1.055.000 leoni (260 euro circa) ed è salva per miracolo.
Adama Turay non ha avuto la stessa "fortuna". Il 3 dicembre 2008, dopo il lavoro, decise di andare da una levatrice tradizionale, sebbene le avessero consigliato di recarsi in ospedale per un parto cesareo, viste le dimensioni del feto. Subito dopo il parto, Adama iniziò a vomitare e ad avere brividi di freddo. La famiglia, vedendo la donna perdere sangue, cominciò ad attivarsi per cercare i soldi necessari a portarla in ospedale.
Sarah, sorella di Adama, ha raccontato ad Amnesty International che "dopo diverse ore, abbiamo accumulato 200.000 leoni (46 euro). All'inizio il taxi ci ha chiesto 70.000 leoni (16 euro) ma noi gli abbiamo dato 40.000 leoni (9 euro). Avevamo programmato di usare il resto per l'ospedale".
Nonostante la corsa di 40 minuti verso l'ospedale, Adama è morta in un parcheggio alle 8 di mattina, tre ore dopo aver partorito. La famiglia ha dovuto pagare al taxi 40.000 leoni (9 euro) per portare il corpo in un obitorio.