1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa
  1. contattaci
  2. Utilizza la tecnologia RSS per rimanere sempre aggiornato
  3. amnesty.org
 


ricerca avanzata

Contenuto della pagina

Egitto: abusi sistematici in nome della sicurezza

Tortura e altri maltrattamenti, detenzioni e arresti arbitrari, processi gravemente ingiusti davanti a tribunali militari e di emergenza hanno caratterizzato lo stato di emergenza e della campagna contro il terrorismo degli ultimi 40 anni in Egitto. I larghi poteri garantiti dalla legge agli ufficiali, soprattutto quelli dei Ssi, hanno giocato un ruolo importante nel facilitare simili abusi, in particolare la tortura. La legge di emergenza ha anche severamente ridotto i diritti di libertà di espressione, associazione e assemblea.

Sull'onda degli attacchi compiuti da parte di gruppi armati, le forze di sicurezza hanno portato avanti una serie di arresti di massa senza ricorrere a processi. Anche parenti dei sospettati sono stati catturati, minacciati e hanno subito abusi. La combinazione di detenzione in incommunicado e detenzione segreta ha fatto sì che quelli che venivano arrestati diventassero vittime di sparizione forzata per settimane o mesi. Alcuni sono morti a causa delle torture subite. I metodi comunemente citati comprendevano elettroshock, botte, sospensione in posizioni dolorose, isolamento, stupro e minacce di morte, abusi sessuali e attacchi ai parenti. Circa 18.000 detenuti amministrativi - persone detenute senza accusa e senza processo soltanto per ordine del ministro degli Interni - languono nelle prigioni egiziane in condizioni degradanti e disumane. Alcuni sono stati trattenuti per oltre un decennio, anche se per molti il rilascio era stato già ordinato dai tribunali. È stato creato, per i casi che le autorità ritengono riguardare la sicurezza nazionale, un sistema di giustizia parallelo di emergenza che comprende tribunali appositamente costituiti, noti come tribunali d'emergenza e il processo di civili davanti a tribunali militari.

Con questo sistema le salvaguardie per un processo equo, come l'uguaglianza davanti alla legge, l'accesso immediato agli avvocati, e il divieto di utilizzare confessioni estorte con l'uso di tortura, sono state ripetutamente violate. Il risultato è stato quello di avere processi iniqui, anche in casi di persone condannate a morte, la cui condanna è stata poi eseguita. Nonostante il lungo e ben conosciuto elenco di gravi violazioni dei diritti umani che si consumano in Egitto, i governi di altri paesi, e in particolare gli Stati Uniti, hanno scelto di inviarvi dei detenuti nel contesto della "guerra al terrore".

Questo rapporto è basato su una ricerca condotta in Egitto e altrove, su interviste con vittime di violazioni dei diritti umani e coi loro parenti, e comunicazioni con funzionari governativi. Viene pubblicato in un periodo di aumento della repressione dell'opposizione e della libertà di parola in Egitto e quando le autorità stanno lavorando su una nuova legislazione antiterrorismo che minaccia di aumentare la quantità di violazioni registrate negli ultimi 40 anni.

11.06.07