
Ogni anno, migliaia di persone richiedenti asilo arrivano in Turchia da più di 30 paesi. Le autorità turche stanno migliorando sempre di più le loro capacità di determinare lo status di rifugiato, ma devono ancora mettere a punto una procedura che sia davvero equa e conforme agli standard internazionali sui diritti umani.
Una debolezza di fondo del sistema turco è rappresentata dal fatto che al momento in Turchia non esiste una legislazione organica sull'asilo e i pubblici ufficiali fanno riferimento ad una legislazione secondaria che può essere modificata senza che sia necessario darne comunicazione. Le difficoltà nell'ottenere l'accesso alle procedure di asilo che si verificano alle dogane, negli aeroporti, o in detenzione comportano l'espulsione di molte persone senza che le loro domande di asilo siano state valutate, lasciandole a rischio di gravi violazioni dei diritti umani una volta tornate nel loro paese.
Sempre più spesso richiedenti asilo la cui domanda è stata registrata e rifugiati che hanno ottenuto lo status vengono rimpatriati forzatamente dalla Turchia. L'accesso dei richiedenti asilo ad alloggi adeguati, assistenza sanitaria, e possibilità d'impiego è molto limitato. Problemi burocratici impediscono inoltre ai minori rifugiati di avere accesso alla scuola secondaria. Nonostante questa situazione problematica, spesso gli stati membri dell'Unione Europea (UE), considerando la Turchia un paese terzo "sicuro", cercano di rinviarvi i richiedenti asilo che sono passati attraverso il pease nel loro viaggio verso l'UE.
In Turchia, l'asilo è visto come una questione di sicurezza o come un problema di "immigrazione clandestina" piuttosto che come una questione di diritti umani; a livello internazionale non è noto quale sia il record negativo della Turchia nel fornire protezione dal refoulement e nel salvaguardare i diritti economici e sociali dei richiedenti asilo e dei rifugiati.