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Russia: giustizia per Natalia Estemirova

Data di pubblicazione dell'appello: 14.07.2010

Status dell'appello: chiuso

Il 15 luglio ricorre il secondo anniversario dell'uccisione di Natalia Estemirova, attivista per i diritti umani che lavorava nella regione del Caucaso del Nord. Natalia Estemirova, una delle esponenti più note dell'organizzazione non governativa Memorial, con sede a Grozny in Cecenia, è stata rapita la mattina del 15 luglio 2009 verso le 8:30. Fu trascinata in una macchina bianca e portata in un luogo sconosciuto. Secondo le testimonianze, Natalia Estemirova sarebbe riuscita a gridare che la stavano rapendo.

Nella stessa giornata, l'agenzia di stampa russa Itar-Tass ha riferito del ritrovamento nella vicina Repubblica di Inguscezia del suo corpo, che presentava colpi di arma da fuoco.

Dall'inizio della seconda guerra in Cecenia nel 2000, il lavoro di Natalia Estemirova è stato fondamentale nel documentare le violazioni dei diritti umani nella regione, quali torture e altri maltrattamenti, uccisioni illegali e sparizioni forzate. Si era dedicata inoltre all'assistenza agli sfollati e a altri gruppi svantaggiati. Nessuno ha rivendicato l'omicidio, ma i suoi colleghi credono che sia stata uccisa a causa del suo impegno in favore dei diritti umani.

Il suo lavoro è stato apprezzato sia a livello nazionale che internazionale attraverso il conferimento di numerosi riconoscimenti, quali la "Medaglia Robert Schuman" del parlamento europeo (2005), il "Right Livelihood", premio assegnato dal parlamento svedese che affianca il tradizionale Nobel (2004) e il premio "Anna Politkovskaya", di cui è stata la prima vincitrice (2007).

L'omicidio di Natalia Estemirova ha messo ancora una volta in luce le precarie circostanze in cui lavorano difensori dei diritti umani nella Federazione russa.