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Kenya: sicurezza e giustizia per le donne negli slum di Nairobi

Data di pubblicazione dell'appello: 09.09.2010

Status dell'appello: chiuso

Una residente di Soweto con i suoi figli © Amnesty International
Una residente di Soweto con i suoi figli © Amnesty International

Grazie alle migliaia di persone che hanno firmato questo appello! Vi terremo aggiornati sull'evoluzione della situazione!
 
Più della metà degli abitanti di Nairobi vive in insediamenti informali e insediamenti abitativi precari, noti anche come slum; qui la presenza della polizia è scarsa o addirittura nulla. A Kibera, il più grande insediamento del Kenya dove vive fino a un milione di persone, non esiste alcuna stazione di polizia permanente. 
 
In tutti gli slum di Nairobi la violenza è dilagante e le donne sono le più colpite. Gli alloggi sono inadeguati e i residenti hanno scarso accesso ad acqua potabile, servizi igienici, assistenza sanitaria, scuole e altri servizi pubblici essenziali. Molte donne devono percorrere lunghe distanze per raggiungere i servizi igienici, affrontando molti pericoli a causa del buio.

 

La violenza sulle donne è molto diffusa e resta in gran parte impunita, data la scarsa presenza di polizia. Che si tratti di violenza fisica, sessuale o psicologica, la minaccia è sempre presente nelle vite delle donne. A casa, al lavoro o in strada, donne e ragazze rischiano di essere vittime di bande, familiari, datori di lavoro e personale di sicurezza del governo. Non esiste un posto dove possano sentirsi al sicuro.
 
Molte donne che subiscono violenza di genere non cercano giustizia o risarcimento, preferiscono soffrire in silenzio piuttosto che denunciare un crimine alle autorità o alle loro famiglie e comunità.
Il sistema di giustizia è lontano dalla vita delle donne sia per l'assenza di forze di polizia negli slum, sia per i molteplici ostacoli che devono affrontare per accedere alla giustizia.
 
Le donne temono che le autorità non considerino reato quanto da loro subito, soprattutto se l'abuso avviene all'interno della famiglia. Purtroppo, se si tratta di violenza domestica, questo atteggiamento prevale anche all'interno di comunità e famiglie. Le donne inoltre esitano a denunciare le violenze perché sanno che rischiano rappresaglie e che non saranno protette.
 
Le autorità non hanno preso in considerazione la loro richiesta di una maggiore presenza della polizia all'interno degli insediamenti. Anzi, quando la polizia vi è entrata, più che una protezione ha rappresentato un'ulteriore minaccia alla sicurezza delle donne. Gli stessi agenti sono stati accusati di stupro, in particolare durante le violenze post-elettorali del 2008.
 
La mancanza di servizi di pubblica sicurezza è una delle conseguenze della datata incapacità del governo del Kenya di includere gli slum nella pianificazione urbanistica e negli stanziamenti. Il governo non ha rispettato l'obbligo di garantire un efficace mantenimento dell'ordine pubblico in questi luoghi.

 
 
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