La Rete Mai più violenza sulle donne è un network di persone che si attivano on-line in difesa dei diritti delle donne in ogni parte del mondo. La newsletter trimestrale oltre a proporre appelli, fornisce aggiornamenti sui casi e le azioni promosse da Amnesty International, notizie dal mondo, iniziative realizzate dalla Sezione Italiana e dai Gruppi sul territorio.

La giornalista di 35 anni Hengameh Shahidi sta scontando una condanna a sei anni nel duro carcere di Evin, a Teheran, perché accusata di aver partecipato alle proteste di massa scoppiate dopo la rielezione a giugno 2009 del presidente Ahmadinejad e per aver sostenuto la Campagna per l'uguaglianza a favore delle donne in Iran.
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Il 3 marzo 2011 la Corte d'appello ha annullato la condanna a morte per omicidio di una donna da sei anni in attesa dell'esecuzione e ne ha disposto la scarcerazione. La donna, di cui si conoscono solo le iniziali MK, era stata arrestata il 26 maggio 2003 e incriminata per l'omicidio di una figlia avuta da un precedente matrimonio. Analfabeta, all'epoca incinta (ha perso poi il bambino durante il processo) e senza avvocato difensore, MK si fece convincere dal marito (il probabile omicida) a siglare con l'impronta del pollice una confessione e nel 2005 venne condannata a morte. Da allora alcune ong, tra cui AdvocAid, si sono occupate del suo caso fino alla revisione del processo e al verdetto assolutorio.
In passato membro del Parlamento del Congo e attualmente direttrice del centro Olame, Mathilde Muhindo lavora per sostenere le vittime di stupro nel Sud Kivu, nel Congo orientale (Repubblica democratica del Congo), devastato negli ultimi dieci anni da conflitti armati. Come direttrice della ong per i diritti delle donne, Mathilde fornisce immediata assistenza psicologica e pratica alle vittime di abusi e stupri e sostiene le donne a lottare contro la discriminazione dilagante e la violenza sessuale.
Se vuoi approfondire il tema "Donne e conflitti armati: danni collaterali" clicca qui: http://www.amnesty.it/violenza_donne_conflitti_armati
Per saperne di più sulla Repubblica democratica del Congo (testo in inglese).