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La pena di morte nel 2010

 

Nel 2010, il mondo è stato testimone di ulteriori progressi per porre fine all'omicidio di stato.

Un paese ha abolito la pena di morte per ogni reato, il Gabon, portando così a 96 il numero dei paesi che hanno eliminato la pena capitale dal loro codice penale. Nel continente americano, gli Stati Uniti d'America sono stati l'unico paese a eseguire condanne a morte e, a marzo 2011, l'Illinois è diventato il 16° stato ad aver rinunciato alla pena capitale. Nell'Africa sub-sahariana, soltanto quattro paesi hanno messo a morte dei condannati e in Asia-Pacifico, per il secondo anno consecutivo, non ci sono state esecuzioni in Afghanistan, Indonesia e Pakistan. Da gennaio 2010, è in atto una moratoria sulle esecuzioni in Mongolia con l'obiettivo di abolire la pena di morte.

Tuttavia, sebbene i sentimenti dell'opinione pubblica si stiano spostando inesorabilmente verso l'abolizione e sono sempre di più gli stati che mettono fine a tale pratica, l'uso estensivo della pena di morte continua in diversi paesi. Nel 2010, la maggior parte delle esecuzioni è avvenuta in Cina, Iran, Corea del Nord, Arabia Saudita, Usa e Yemen.

Arabia Saudita, Sudan e Iran restano gli unici paesi al mondo che, in aperta violazione della legge internazionale, continuano a condannare e mettere a morte minorenni, persone che avevano meno di 18 anni al momento del reato.

La pena di morte è considerata segreto di stato in paesi come la Cina, la Bielorussia, l'Iran, la Corea del Nord e il Vietnam. Tale segreto è insostenibile. Se la pena capitale è un atto legittimo del governo, così come questi paesi dichiarano, non esiste nessuna ragione perché il suo uso sia nascosto al pubblico nazionale e internazionale.

Ventitré paesi hanno eseguito condanne a morte nel 2010. Amnesty International ha documentato 527 esecuzioni ma questo numero non include il dato cinese. In questo paese viene eseguito il più alto numero di condanne a morte nel mondo, il dato reale, quindi, risulta essere molto più elevato. Nel 2010, la Cina ha nuovamente rifiutato di divulgare i dati sull'uso della pena di morte, sebbene, dalle informazioni parziali raccolte negli anni precedenti, il numero delle esecuzioni sarebbe intorno alle migliaia.

 
 

Il simbolo "+" significa che il dato calcolato da Amnesty International è da ritenersi come minimo.

 
 

I metodi di esecuzione hanno incluso decapitazione, fucilazione, impiccagione, iniezione letale, lapidazione e sedia elettrica.