
Il progresso verso l'abolizione della pena di morte nel mondo
Dal 1990, sono 55 i paesi che hanno abolito la pena di morte per ogni reato. Di seguito, gli ultimi tre paesi abolizionisti per continente: in Africa, il Burundi, il Togo e il Gabon; nel continente americano, il Canada, il Messico, e l'Argentina; in Asia e nel Pacifico, le Filippine, Samoa e le Isole Cook; in Europa e Asia Centrale, la Turchia, il Kyrgyzstan e l'Uzbekistan. Una volta abolita, la pena capitale raramente è reintrodotta. Dal 1985, soltanto cinque paesi abolizionisti l'hanno ripristinata: il Nepal e le Filippine (che l'hanno poi nuovamente abolita), il Gambia, la Liberia e la Nuova Guinea (dove non sono state registrate esecuzioni).
Effetto dell'abolizione sul tasso di criminalità
Un'indagine condotta dalle Nazioni Unite nel 1998 e aggiornata nel 2002, esaminando le relazioni tra i cambiamenti dell'uso della pena capitale e il tasso di criminalità, conclude che: "Il fatto che tutti gli elementi continuino a puntare nella stessa direzione indica una convincente prova a priori che i paesi non devono temere cambiamenti seri e improvvisi nel tasso di criminalità se riducono la loro fiducia nella pena di morte."
I dati più recenti sul tasso di criminalità nei paesi abolizionisti dimostrano che l'abolizione non ha effetti dannosi. In Canada, ad esempio, il tasso di omicidi per 100.000 persone è sceso da 3,09 nel 1975 - un anno prima dell'abolizione della pena capitale per omicidio - a 2,41 nel 1980 e, da allora, continua a diminuire. Nel 2003, 27 anni dopo l'abolizione, il tasso di omicidi era dell'1,73 per 100.000 persone, il 44% in meno rispetto al 1975 e il valore più basso delle ultime tre decadi. Sebbene il tasso sia aumentato del 2% nel 2005, resta sempre un terzo più basso dal momento in cui la pena di morte è stata abolita.
(Roger Hood, The Death Penalty: A World-wide Perspective, Oxford, Clarendon Press, terza ed. 2002, p. 214)