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Scuole sicure: un diritto per tutte le bambine

La chiave per illuminare il futuro delle donne è la possibilità di scelta: le donne devono essere libere di scegliere la strada giusta per loro stesse, un percorso che sia libero dalla violenza e che permetta loro di avanzare e realizzare le proprie potenzialità. L'istruzione è un passo cruciale in questo percorso. È un diritto umano e quindi un diritto di ogni bambina.

Benché siano trascorsi ormai quasi 60 anni da quando i diritti umani furono consacrati nella Dichiarazione universale del 1948, a tutt'oggi in molte parti del mondo le bambine continuano a trovarsi di fronte a una serie di barriere per l'accesso all'istruzione.

 
Bambine in una scuola dell'Albania
Bambine in una scuola dell'Albania ©REUTERS/Yannis Behrakis

Vengono aggredite mentre si recano a scuola, picchiate all'interno degli ambienti scolastici e molestate dai compagni di classe; molte sono minacciate di aggressioni sessuali da parte di altri studenti, costrette a fare sesso dagli insegnanti e in alcuni casi stuprate nelle stanze del personale scolastico. Nei paesi travolti da conflitti, rischiano di subire aggressioni da parte dei gruppi armati; gli abusi sessuali sono un grave problema per le ragazze che vivono nei campi profughi e per sfollati.

 

Alcune bambine sono particolarmente a rischio di subire violenza a causa della loro identità: l'orientamento sessuale, lo status di immigrate, così come l'appartenenza a una determinata casta o gruppo etnico, possono incrementare i rischi di abusi e violenze. Viene loro negata l'istruzione, se le loro famiglie non hanno abbastanza soldi per pagare le tasse scolastiche imposte da molti governi.

La violenza fa sì che molte bambine siano escluse dalla scuola o che non possano partecipare a pieno alla vita scolastica. Ciò non provoca solo paura, sofferenza e scarsa autostima, ma favorisce la contrazione di infezioni a trasmissione sessuale, gravidanze indesiderate e depressione. Il problema è aggravato dal fatto che le ragazze spesso scelgono di non denunciare gli abusi, che continuano a essere considerati un tabù in molte società, anche per paura di ritorsioni. Così, gli autori della violenza sessuale restano impuniti.

 

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