Amnesty International ha sollecitato il governo di Israele a ordinare un'indagine indipendente e approfondita sulle uccisioni di civili palestinesi compiute due giorni fa dal suo esercito nella Striscia di Gaza.
Secondo l'organizzazione per i diritti umani, le operazioni militari che Israele ha lanciato dopo l'uccisione di tre suoi soldati negli scontri con Hamas, paiono essere state caratterizzate dal disprezzo per le vite civili. La cultura dell'impunità presente all'interno delle forze armate israeliane contribuisce al costante ricorso all'uso sconsiderato e sproporzionato della forza.
Gli attacchi israeliani hanno causato almeno 18 morti (tra cui bambini e altri civili estranei ai combattimenti) e più di 30 feriti. Tra le vittime, il cameraman della Reuters Fadel Shana, colpito dalle schegge di un proiettile esploso da un tank che l'operatore stava filmando, a bordo di un veicolo che riportava chiaramente la scritta "TV-Press".
"Fadel Shana pare essere stato ucciso deliberatamente, sebbene fosse un civile che non stava prendendo parte ad alcun attacco nei confronti delle forze israeliane" - ha commentato Amnesty International.
L'organizzazione per i diritti umani ha ripetutamente condannato gli attacchi con razzi e con ulteriori mezzi compiuti dai gruppi armati palestinesi contro i civili israeliani, chiedendo la fine immediata di queste azioni e la consegna alla giustizia dei responsabili.
"Condanniamo ogni attacco nei confronti della popolazione civile, compreso quello portato a termine il 9 aprile al terminale di Nahal Oz da parte della Jihad islamica, che ha ucciso due civili israeliani. Il perdurante conflitto tra le forze israeliani e quelle palestinesi sta avendo un impatto sproporzionato e del tutto inaccettabile sui civili, in particolare sui palestinesi della Striscia di Gaza" - ha concluso Amnesty International.
FINE DEL COMUNICATO Roma, 18 aprile 2008
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