"Quando Porta Farm fu distrutta durante l'Operazione Murambatsvina, il 21 giugno del 2005, frequentavo la seconda classe [della scuola secondaria]. Mio padre è anziano e non poteva permettersi di pagare le tasse scolastiche. Io pagavo le tasse con il ricavato della vendita del pesce, sulla strada. Nel 2007 (a 17 anni) quando non ho più potuto pagare le tasse ho deciso di sposarmi. Ora ho un bambino." (Fatima, 21 anni)

Dal 2005 Amnesty International monitora e documenta le condizioni in cui vivono le persone che hanno subito gli sgomberi forzati di massa in Zimbabwe, meglio noti come "Operazione Murambatsvina" Tra il 18 maggio e il 5 luglio 2005 vennero infatti distrutte 92.460 abitazioni e 700 mila persone furono lasciate senza casa. A seguito degli sgomberi di massa, la maggior parte delle persone fu costretta a cercare rifugio nelle affollate periferie delle città o nelle zone rurali e 222 mila minori - fra i 5 e i 18 anni - hanno dovuto interrompere il loro percorso scolastico
Con l'Operazione Garikai/Hlalani Kuhle - il programma che il governò lanciò sempre nel 2005 allo scopo di fornire alloggi alle vittime dell'Operazione Murambatsvina - diverse centinaia di persone sono state trasferite in abitazioni precarie e altre migliaia su appezzamenti di terreni brulli. Come risarcimento per le perdite subite con l'Operazione Murambatsvina, l'Operazione Garikai fu una risposta completamente inadeguata: da sei anni, i residenti degli insediamenti costruiti nell'ambito di questo programma vivono in fatiscenti baracche di plastica e in strutture inadeguate, senza accesso ai servizi essenziali.
Una ricerca condotta da Amnesty International, tra dicembre 2010 e agosto 2011, che ha portato alla pubblicazione del rapporto "Left Behind - The impact of Zimbabwe's mass forced evictions on the right to education" (AFR 46/019/2010) ha preso in esame l'accesso all'istruzione nei due più grandi insediamenti costruiti dal governo con l'Operazione Garikai/Hlalani Kuhle e cioè quello di Hatcliffe Extension e quello di Hopley.
La ricerca ha documentato come moltissimi bambini ricevano un'istruzione di basso livello. Infatti, non potendo le loro famiglie - rese ancora più povere dalla distruzione delle loro uniche fonti di reddito durante gli sgomberi - pagare le rette richieste dalle scuole riconosciute dal governo nelle comunità vicine, sono state improvvisate tre scuole. Queste però non sostenute dal governo, non hanno insegnanti qualificati, mancano di banchi e di altre strutture. Pur rappresentando l'unica possibilità per i bambini di avere una qualche forma di istruzione, questa è di qualità scarsa. Anche a Hatcliffe Extension c'è una situazione simile.
Dal 2005 il governo dello Zimbabwe ha fatto davvero poco per affrontare le continue violazioni del diritto all'istruzione subite dai minori che vivono negli insediamenti costruiti con l'Operazione Garikai, per questo Amnesty International chiede con urgenza al governo dello Zimbabwe di:

- sviluppare e attuare immediatamente un piano d'azione per assicurare che tutti i bambini portino a termine l'istruzione primaria obbligatoria, come previsto dal diritto internazionale.
- commissionare immediatamente uno studio indipendente sull'impatto a lungo termine sul diritto all'istruzione a seguito dell'Operazione Murambatsvina, con l'obiettivo di stabilire l'entità del problema relativo all'accesso all'istruzione negli insediamenti costruiti nell'ambito dell'Operazione Garikai;
- intraprendere le misure necessarie a sostenere le iniziative auto-organizzate delle comunità relative all'istruzione, facilitando il lavoro delle organizzazioni non governative coinvolte e assicurando una riduzione delle barriere legali e tecniche che devono affrontare le persone più povere;
- assicurare che gli attuali programmi che forniscono assistenza finanziaria al pagamento delle rette scolastiche dei bambini poveri e svantaggiati vengano estesi ai bambini e ai ragazzi colpiti dall'Operazione Murambatsvina;
- rendere prioritari un alloggio adeguato, l'accesso all' acqua pulita e ai servizi sanitari e l'accesso ai servizi di base negli insediamenti costruiti nell'ambito dell'Operazione Garikai.